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assemblea chiantibancaFirenze, 15 mag – Oltre 2500 soci intervenuti ad un’assemblea partecipatissima e molto attesa, visto il periodo di crisi e di credibilità che tante banche – specie le popolari e tanto più in Toscana, la terra dove si è consumato il sanguinoso crac di Banca Etruria – stanno affrontando.

ChiantiBanca non è un istituto ‘sistemico’ ma è il più grande credito cooperativo della Toscana e gode soprattutto di un fortissimo radicamento sul territorio, avendo assorbito sotto un’unica denominazione le altre bcc della zona, famosa non solo per i celebri vigneti. La tranquillità della provincia e della sua banca era stata però scossa, un anno fa, quando una manovra tutta interna – quasi ‘di palazzo’ – aveva portato Lorenzo Bini Smaghi, ex membro del comitato esecutivo della Bce, alla presidenza. ChiantiBanca non viveva un periodo fortunato: si era nel pieno della trasformazione in Spa ‘suggerita’ dal governo alle vecchie popolari, aveva qualche credito incagliato di troppo e alcune irregolarità di gestione segnalate da Banca d’Italia.

Chi meglio di un banchiere centrale per risolvere i problemi? Fino ad un certo punto: perché nel frattempo ChiantiBanca ha chiuso il 2016 con 90 milioni di passivo, anche da da via Nazionale spiegano che “la banca ha una grande capacità di metabolizzare i processi negativi” e “il brand ChiantiBanca ha forti potenzialità”. Tutto risolto, dunque? Neanche per idea. Bini Smaghi ha pagato lo scotto di essere un uomo dell’establishment, forse (tutto da dimostrare) a suo agio con le grandi questioni macroeconomiche ma poco avvezzo alle problematiche economiche del territorio, dal quale si dimostra sganciatissimo come da buona tradizione di uomo delle istituzioni Ue. Non è così bastato il suo accorato intervento di fronte alla platea dei soci intervenuti: la sua lista è finita in minoranza (1178 preferenze), mentre la ‘vecchia guardia’ radunata sotto la lista Fedeltà alla storia e alla tradizione ne ha conquistate 1519, pari al 54% del totale. Bini Smaghi a casa, la banca di nuovo del Chianti e della sua gente.

Filippo Burla

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