Roma, 4 dic – La compagine governativa del centrodestra, coadiuvata da Italia Viva, ha sventato il golpe fiscale tentato dal premier durante la cabina di regia che precede ogni Consiglio dei ministri. Si trattava di congelare la riduzione dell’Irpef per i redditi superiori da 75mila euro l’anno, così da racimolare qualche spicciolo da investire nella riduzione del rincaro delle bollette. “Contributo di solidarietà“, l’avrebbero definito.

È stato Mario Draghi in persona a presentarsi di fronte ai capidelegazione della maggioranza proponendo detta misura, specificando che l’idea era nata al termine del colloquio coi sindacati. Non ce ne meravigliamo. Ciò che stupisce è invece il motivo per cui i sindacalisti assetati del sangue dei (supposti) benestanti si siano espressi sulla questione. E soprattutto a quale titolo. Perché il rincaro colpisce anche le aziende e indirettamente i lavoratori, si può ipotizzare. Rimane un mistero il motivo per il quale Landini abbia cosi tanta voce in capitolo da far giungere la sua insulsa proposta alla cabina di regia governativa. E per quale arcano Draghi gli presti attenzione.

Il contributo di “solidarietà”? Solo l’ennesimo tic della sinistra

Pd e Leu si sono ovviamente eccitati all’idea di far piangere un po’ i ricchi (o, meglio, quelli che loro ritengono tali) e si sono lanciati in esultanze colme di gioia. Sembrava che con il contributo di solidarietà fosse arrivato Babbo Natale. I senatori Ferrara e Manca del Partito Democratico, prendendo parola per tutti, si sono limitati a dichiarare giusta la proposta, senza però argomentare in alcun modo la loro posizione. In verità si tratta del solito tic della sinistra tassaiola e prevaricatrice nei confronti di chi abbia avuto l’ardire di crearsi un reddito decente.

Negli ultimi due anni di governo, a cavallo della più importante crisi dal dopoguerra ad oggi, più e più volte la sinistra ha lanciato proposte così idiote, nascondendosi dietro la necessità di dover finanziare qualcosa di importante. C’è sempre, per loro, un bisognoso che va assistito e che versa in stato di bisogno. Per colpa, neanche a dirlo, di qualcuno che invece vive nella prosperità. L’approccio populista ed empiricamente sbagliato consiste sempre nell’immedesimarsi in dei Robin Hood. È una visione assai miope. È la differenza tra regalare ad un affamato un pesce o una canna da pesca. In verità, la sinistra attua tutto ciò per garantire un livello di controllo sociale e di repressione sufficiente alla sua sopravvivenza. Corrispondente alla nostra disfatta.

Lorenzo Zuppini

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