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Roma, 11 mar – Lo stanziamento di fondi, ossia di quattrini, da parte dello Stato italiano in favore di famiglie e imprese messe in ginocchio dall’emergenza per via del coronavirus sta passando e passerà dall’interlocuzione con la Commissione europea. Dato che il tempo stringe, e un imprenditore deve far fronte a impegni di tipo economico, fiscale e burocratico, i miliardi necessari si devono trovare attraverso un maggior deficit e quindi facendo saltare il famigerato rapporto deficit/Pil sul quale ogni governo combatte con la Commissione ogni anno. La visione è di breve periodo, poiché i problemi dei soggetti coinvolti sono allo stesso modo di breve periodo. Le parole del ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli sono molto chiare: “Chiederemo un deficit leggermente più alto: supereremo il limite di 7,5 miliardi”. Intanto, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha rinviato l’audizione col parlamento sulla richiesta all’Ue di scostamento di bilancio, appunto perché la cifra pattuita non risulta più sufficiente.



In attesa della Commissione europea

Le misure volute dal governo, ma che evidentemente debbono passare dal vaglio della Commissione, prevedono la sospensione su tutto il territorio nazionale del pagamento di mutui, bollette, tributi e contributi previdenziali sia per le imprese che per le famiglie. La presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato che sarà proposto un fondo di investimento da 25 miliardi, che sarà diretto al sistema sanitario, alle imprese e alle parti vulnerabili dell’economia. Non è chiaro se questo fondo riguarderà la sola Italia, ossia il paese che sta maggiormente subendo gli effetti sull’economia della pandemia, ma questa ipotesi è assai poco probabile dato che, come detto poco fa, Gualtieri sta contrattando con la Commissione un maggior deficit. Di certo, in questo intrico di belle intenzioni, è che, una volta terminata l’emergenza, l’Italia dovrà sanare il deficit utilizzato per salvarsi con misure di rientro che potranno solo essere d’austerità.

A forza di chiedere permessi…

I tabagisti si saranno accorti che le sigarette costano di più. Il provvedimento dello scorso 17 febbraio 2020, emanato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, prevedeva questo aumento delle tariffe per il motivo più stupido e fasullo che potesse essere trovato, ossia la tutela della salute dei cittadini. I burocrati pensano, come al solito, sia di poter comandare gusti e vizi della cittadinanza, sia di poterla prendere per il naso. In tutto questo si inserisce la cara Commissione europea, la quale, tra una concessione e l’altra alla povera Italia, chiede ai membri dell’Ue di alzare le tasse, in particolare modo sulle sigarette e sul tabacco sfuso.

Money.it, difatti, ha riportato uno studio di Tobacco Taxation Report 2020: gli aumenti del prezzo dei tabacchi comportano solo un aumento di gettito per l’erario, facendo rimanere invariato il numero di fumatori. Segno che, alla Commissione europea, dei nostri polmoni non frega niente (grazie al cielo, dato che altrimenti farebbe tassare anche l’aria che respiriamo), piuttosto le interessa che dai nostri vizi possa spremerci come spugne per prelevare la maggior quantità di soldi. Il tutto per mantenersi ben rigidi nella correttezza di bilancio, costi quel che costi. Perché oggigiorno si deve chiedere il permesso all’Europa sia per fumarsi una sigaretta, sia per salvare la propria nazione.

Lorenzo Zuppini

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2 Commenti

  1. LE UNICHE TASSE CHE NON FANNO MALE AL L UMANITA SONO QUELLE SUL FUMO E SULLE COSE DANNOSE ALLA SALUTE. MEGLIO UNA TASSA SUL FUMO CHE UNA TASSA SUL CIBO O SU BENI INDISPENSABILI E SALUTARI. E ORA DI SMETTTERE DI FUMARE AVVELENANDO SE STESSI E GLI ALTRI E GENERANDO FIGLI MENO SANI E FORTI. ..BEVIAMO UNA SANA BIRRA..

  2. ….per dirla succinta:
    ma vaffankulo,europa.
    se perfino in una crisi come questa,
    dobbiamo chiedere il permesso al macrò e alla kulona
    di poter fare qualcosa per difenderci,
    se dobbiamo chiedere PER FAVORE,
    a gente che
    ci vede solo come avversari da eliminare,
    questa comunità non è una comunità,ma solo una prigione…
    e come tale
    NON HA PIU’ ALCUN DIRITTO AD ESISTERE,
    e io dentro a questo schifo NON-CI-VOGLIO-STARE.

    ITALEXIT,prima possibile.

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