Roma, 4 mar – L’invasione dell’Ucraina ha innescato una violenta accelerazione della crisi energetica in corso, amplificando gli effetti recessivi e generando pericolosi fattori di rischio anche sulla scacchiera italiana, dove incombe già da un po’ l’eccessiva tassazione dell’energia. Come noto, l’Italia, che per produrre quasi la metà dell’energia elettrica utilizza gas, dipende molto dalle forniture russe e perciò è gravemente danneggiata dall’inflazione indotta dalla crisi energetica. Come se non bastasse, in un contesto caratterizzato da aumenti del prezzo del gas dovuti a una diminuzione di fornitura dalla Russia, segue un analogo abnorme aumento nei valori delle garanzie che vengono richieste ai fornitori di energia per poter continuare ad operare sul mercato e rifornire a loro volta i consumatori.

Il Dl Ucraina, cosa prevede

Destano poi molte preoccupazioni le conseguenze sull’importazione di gas e petrolio del primo pacchetto di sanzioni varato – con l’esplicito appoggio dell’Italia per di più – dalla Commissione europea nei confronti della Russia. Sanzioni che potrebbero mettere a dura prova l’approvvigionamento italiano.
Diventa allora sempre più urgente la necessità di supportare le esigenze di liquidità e garanzie dei fornitori di energia. È così, quindi, che lo scoppio del conflitto russo-ucraino diventa l’ennesima occasione per il governo italiano di dar sfogo alla proliferazione legislativa, varata ormai dai tempi del Covid, per aggiungere al novero di “DL” anche il Decreto-Legge 28 febbraio 2022, n. 16 (c.d. “DL Ucraina”), recante le “Ulteriori misure urgenti sulla crisi in Ucraina”.

Attraverso tale provvedimento, il governo italiano autorizza la cessione di equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina, in deroga alle disposizioni di legge in vigore in materia, e integra le risorse atte all’accoglienza dei profughi ucraini. Ma è proprio sul settore energetico che il Decreto pone l’attenzione: a scongiurare il fatidico rischio della messa in pericolo della sicurezza e del normale funzionamento del sistema nazionale di gas naturale, l’articolo 2 reca disposizioni per l’adozione di misure preventive eccezionali previste in casi di emergenza. In particolare, si autorizza anticipatamente la possibilità di aumentare l’offerta e/o ridurre la domanda di gas.

L’intervento che servirebbe

Inoltre, la norma rende immediatamente attuabile, se necessario, la riduzione del consumo di gas delle centrali elettriche oggi attive, attraverso la massimizzazione della produzione da altre fonti e fermo restando il contributo delle energie rinnovabili. Tuttavia, dal tenore delle suddette disposizioni, alquanto flebili e inefficaci per far fronte alla grave situazione congiunturale italiana, sorge il quesito se non sia necessario un intervento più incisivo, volto effettivamente ad impedire l’avverarsi di conseguenze drammatiche per i consumatori finali e il tracollo di numerosi fornitori, segnando così il fallimento del comparto italiano nella vendita di energia.

Alessandra Tripodi – Asgar

La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. Peccato che davanti alla loro morte piangono (quasi) tutti. E’ sufficiente consolarsi facendo prima piangere anzitempo altri ? A già, sono atei… non pagheranno mai.

Commenta