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Dijsselbloem Eurogruppo
Jeroen Dijsselbloem, il “falco” presidente dell’Eurogruppo

Bruxelles, 8 mar – Doveva essere un incontro di routine, così come di semplice burocratica procedura – almeno secondo Padoan – doveva essere il richiamo dell’Ue all’Italia sui conti pubblici. E invece si è tutto trasformato nell’ennesima batosta continentale che ci prepariamo ad incassare.

“Mentre riconosciamo che il rapporto debito/pil si è stabilizzato nel 2015 e comincia a scendere nel 2016, l’alto debito resta motivo di preoccupazione. In base alle previsioni d’inverno l’Italia non rispetterà la regola del debito nel 2015 e 2016“, spiegano dall’Eurogruppo – il summit dei ministri dell’Economia della zona euro – illustrando le proprie valutazioni sulla legge di Stabilità 2016. “Sono state prese misure che aumentano il deficit – continua il documento – e c’è un rischio di significativa deviazione dall’aggiustamento”.

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Non una novità visto il clima di austerity che ancora regna in sede Eurogruppo, il cui presidente, l’olandese Jeroen Dijsselbloem, è uno dei falchi più intransigenti della stretta sui conti pubblici. Al di là di valutazioni di natura teorica sull’utilità di comprimere la spesa in periodi di recessione, nonostante gli evidenti insuccessi, il vertice dei titolari delle Finanze continua sulla strada tracciata, osservando inoltre che “dalla valutazione di novembre sono state prese misure che aumentano il deficit, e c’è un rischio di significativa deviazione dall’aggiustamento verso l’obiettivo di medio termine”. E qui viene il bello: perché la deviazione si avrebbe anche se gli spazi di manovra chiesti da Renzi in termini di minime percentuali di flessibilità venissero accordati.

“In questo contesto attendiamo in primavera la nuova valutazione e accogliamo con favore l’impegno dell’Italia ad attuare le misure necessarie per assicurare che il bilancio 2016 sia in linea con le regole”, concludono da Bruxelles. Un’osservazione che accende un faro sui conti nazionali: rischiamo di dover procedere con aggiustamenti in corsa, una manovra correttiva in itinere? “Aspettiamo il via libera definitivo sulla flessibilità. Mi sembra che ci sia il riconoscimento che il debito è stabilizzato e comincerà a scendere, e che ci sono alcuni margini di aggiustamento che andranno sfruttati”, assicura Padoan. “Non c’è nessun rischio di manovra. I conti italiani non sono al sicuro, sono allo strasicuro”, chiosa Renzi, attingendo anch’egli alla frase più inflazionata dal 2011 ad oggi.

Filippo Burla

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