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assicur generaliRoma, 24 gen – Il leone diventa preda? Le Generali tentano di difendersi ma lo storico gruppo triestino sembra essere entrato nel mirino dei concorrenti, sia bancari che assicurativi, per una scalata ostile.

Le voci si rincorrono dallo scorso fine settimana, con Intesa Sanpaolo prima candidata a diventare il nuovo azionista di riferimento del leone di San Marco. Brilla il titolo di Generali, che sia ieri che oggi stappa lo spumante in borsa con rialzi record. Immediata le contromossa di Generali, che ha subito acquistato il 3% dei diritti di voto di Intesa. Risultato? Per la legge sulle partecipazioni incrociate, se la banca superasse a sua volta questa soglia nel capitale di Trieste dovrebbe lanciare un’opa obbligatoria. Si vede nel gioco la mano di Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca che con il 13,55% è il socio di maggioranza relativa del gruppo assicurativo.

Non è però un mistero che le Generali siano da tempo nel radar di due competitor di peso, Allianz e Axa. I tedeschi lavorerebbero di sponda proprio con Intesa, mentre per quanto riguarda i francesi la strada è ‘interna’. L’attuale Ad di Generali, Philippe Donnet, è stato infatti in Axa per 22 anni, chiamando numerosi alti dirigenti suoi ex colleghi a collaborare con lui una volta insediatosi sulle sponde dell’Adriatico: una sorta di ricambio al vertice preparatorio, sul medio termine, per spianare la strada all’ingresso della compagnia transalpina?

Sul fatto che le mire di Intesa siano solo un diversivo pesano inoltre le precedenti esperienze in termini di bancassurance – vale a dire l’integrazione fra banche ed assicurazioni – che hanno dato pessimi risultati, non riuscendo ad integrare, né in termini operativi né di governo, due mondi tanto vicini finanziariamente ma tanto distanti dal punto di vista tecnico. Pesano, in questo senso, i secchi “no comment” rilasciati dal presidente di Cà de Sass, Gian Maria Gros-Pietro e dai portavoce di Allianz: eloquenti silenzi che preludono a nuove mosse?

Filippo Burla

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3 Commenti

  1. Svendere continuamente il Patrimonio d’Italia è una cosa orribile,

    di cui gli popolo italiano è veramente stufo.

    Il vento fortunatamente stà cambiando, e riporterà ordine, rispetto e stima in Italia e nel resto del mondo.

    Onore a voi del “Il Primato Nazionale”, per la vostra incessante ricerca della verità (che alla fine trionferà).

    La storia vi darà ragione.

  2. La “Autarchia” del ventennio trova tutte le sue ragioni nei giorni di oggi, come la battaglia per la Lira e quella del grano. Insomma, la storia sta ancora una volta dando ragione al nostro caro nonno. Una domanda: quando la si fa una bella inchiesta sull’ANPI e i comunisti Italiani, che sembrerebbero fra i primi responsabili sulla nostra caduta economica e sociale..?

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