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google shoppingRoma, 15 apr – Indagini chiuse, conciliazione fallita. E così, la Commissione Europea apre la procedura contro Google, alla quale sarà inviata nei prossimi giorni la comunicazione formale degli addebiti nell’ambito della procedura antitrust coordinata dal commissario competente, la danese Margrethe Vestager.

Secondo la Commissione, all’interno dei risultati delle ricerche condotte su internet Google ha “sistematicamente favorito” , i propri prodotti a discapito di quelli della concorrenza. Nel mirino è il servizio Google shopping, nel quale i prodotti realizzati dalla casa madre sarebbero in posizioni molto più evidenti rispetti ad altri, analoghi ma di altre marche. Il comportamento del colosso californiano non sarebbe sbagliato in sé, ma amplificato dal fatto che il suo servizio di motore di ricerca è in assoluto il più usato al mondo, configurando una sorta di monopolio visto che per il suo tramite passano circa il 90% delle richieste.

Tanto è bastato per far scattare un’indagine inerente l’abuso di posizione dominante. “Temo che Google dia un vantaggio anticompetitivo ai suoi servizi di shopping, ora ha l’opportunità di convincerci del contrario, ma se l’indagine confermerà i nostri sospetti Google dovrà affrontare le conseguenze legali e modificare il modo in cui conduce gli affari in Europa”, ha spiegato la Vestager.

Da Mountain View hanno ora dieci settimane di tempo per presentare le proprie controdeduzioni ed eventuale adire la Corte di Giustizia europea. Nel frattempo, la Commissione potrebbe comunque ordinare la cessazione d’imperio delle pratiche ritenute scorrette. Nel caso più grave, Google potrebbe anche essere multata in misura massima del 10% del proprio fatturato, vale a dire fino a 6.4 miliardi di dollari.

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