Roma, 15 apr – Monte dei Paschi raggiunge l’accordo per la vendita a Poste Italiane della partecipazione del 10,3% detenuta dall’istituto senese in Anima Holding, società finanziaria che opera nel risparmio gestito, nel campo della previdenza complementare e in quello delle gestioni patrimoniali e istituzionali.

Il primo azionista di Anima è oggi Banca Popolare di Milano col 16,849% delle quote, seguita adesso da Poste (10,3%) e dai fondi Wellington Management Group (8,103%) e Aviva Investors(5,14%). Il 2,769% delle quote è invece in mano al gruppo Creval.

Il controvalore complessivo dell’operazione, si legge in una nota diramata da Mps, è di 6,967 euro per azione, in linea con la media del prezzo registrato dal titolo Anima nell’ultimo mese. Nello specifico, il corrispettivo previsto è pari a 6,80 euro per ciascuna azione oggetto di compravendita, per un totale complessivo di 210 milioni di euro, a cui si deve aggiungere il dividendo per l’esercizio 2014 che sarà attribuito a Mps (0,167 euro per azione, 5,2 milioni euro in totale per la partecipazione detenuta).

Nell’ambito dell’accordo, prosegue la nota, “al fine di proteggere Poste da eventi di straordinaria portata legati al rischio di mercato, è stato previsto un meccanismo di aggiustamento del prezzo di cessione a favore di Poste parametrato al prezzo medio di mercato delle azioni Anima ponderato per i volumi giornalieri scambiati dalla data di sottoscrizione del contratto fino al 24 luglio 2015, data entro cui deve essere completato il capital plan di Mps. Qualora il prezzo medio ponderato dovesse risultare inferiore a 5,27 euro, Mps sarà obbligata a retrocedere a Poste l’importo di 1,53 euro per ciascuna azione”.

L’operazione di compravendita comporterà per Mps un impatto netto positivo a conto economico di circa 115 milioni di euro. Ossigeno, seppur in misura minore rispetto alle esigenze, per le dilaniate casse della banca senese.

Nel frattempo Alessandro Profumo, presidente dell’istituto, ha convocato proprio per oggi l’assemblea dei soci dopo che le precedenti due erano andate deserte. In programma l’aumento di capitale da 3 miliardi e il rinnovo del Cda.

Giuseppe Maneggio

 

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