Roma, 27 set – Quello che doveva essere un “banale” problema di ferie arretrate si sta dimostrando, per Ryanair, un vero e proprio caos operativo. La compagnia irlandese, dopo aver cancellato oltre 2000 voli in tutta Europa fino a fine ottobre, prepara infatti una nuova odissea per i propri passeggeri, annunciando che da qui a marzo saranno almeno altri 18mila i voli che seguiranno la stessa sorte.

A questo giro, Ryanair ha spiegato di dover fermare 25 dei suoi Boeing 737 (su una flotta di 400), che dovrebbero – ormai il condizionale è d’obbligo – ridursi a 10 a partire da aprile, mentre 34 rotte, divise principalmente fra Gran Bretagna e Penisola Iberica, durante l’inverno verranno soppresse per poi riprendere in primavera.

A differenza di quanto sta accadendo in questi giorni, molti dei voli che saranno cancellati risultano ancora senza prenotazioni e questo consentirà di ridurre i disagi. In ogni caso, vista l’entità dei numeri, secondo le prime stime saranno quasi 400mila i passeggeri che rimarranno a terra, con un costo in termini di rimborsi e mancati introiti, destinato a sfiorare le centinaia di milioni di euro. Il tutto senza considerare le possibili sanzioni da parte delle autorità competenti: l’italiana Enac è già al lavoro al pari delle sue omologhe europee.

Caduta la “scusa” delle ferie da smaltire, si propone ora il problema del blocco – per non meglio precisati motivi – degli aerei. Unito alla rinuncia, annunciata proprio oggi, della corsa per l’acquisto di Alitalia, risulta evidente come le difficoltà operative di Ryanair si facciano giorno dopo giorno sempre più critiche.

Nicola Mattei

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