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La galleria degli orrori di marca Unione europea sembra non avere mai fine. La disastrosa gestione dell’emergenza pandemica ha trovato il consesso comunitario alle prese con un gigantismo burocratico, incapace di rispondere alle necessità degli Stati membri. I quali hanno, infine, deciso di andare ognuno per conto proprio. Se dichiarare la morte dell’Ue è operazione difficile da un punto di vista logico, dato che la sedicente «unione» non sembra mai esser nata davvero – e per fortuna, date le poco incoraggianti premesse – è quando si parla dei suoi nefasti effetti sulla vita di tutti i giorni che la farsa si trasforma in tragedia.

Sangue di Enea Ritter

Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di maggio 2021

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La vicenda Tercas

Ultima vicenda in ordine di tempo riguardo il caso Tercas. Parliamo di una piccola banca del Centro Italia che, dopo anni di difficoltà, nel 2014 venne inglobata dalla Popolare di Bari. Condizione perché l’istituto pugliese potesse procedere all’acquisto era l’intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd), chiamato a coprire il deficit patrimoniale di Tercas. Costo dell’intervento? 330 milioni. Subito si accese il faro del commissario europeo alla concorrenza, la danese Margrethe Vestager, che sentenziò: sono aiuti di Stato, quindi vietati dalla normativa comunitaria. Ne conseguì l’obbligo, in capo alla Popolare di Bari (a sua volta finita in conseguenti difficoltà), di rimborsare al Fitd quanto indirettamente ricevuto. La vicenda potrebbe chiudersi qui, peccato per un particolare…

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