New York, 5 ago –  La Cina reagisce con forza nei confronti delle azioni del Presidente Usa Donald Trump, il quale, recentemente,  ha apertamente accusato il governo cinese di manipolare il cambio. Un segnale arriva dal cambio dollaro-yuan: la moneta Usa è salita sopra la soglia di 7 yuan. Ciò non ha un valore dal punto di vista macroeconomico ma è molto rilevante sotto il profilo del “morale” (è il massimo toccato dal 2008).

Nuovi dazi sull’import

La Banca centrale cinese ha lasciato deprezzare la valuta lanciando un preciso messaggio, sottolineando in una nota che l’indebolimento è «dovuto agli effetti delle misure unilaterali e protezioniste» degli Stati Uniti e «all’attesa di dazi contro la Cina». Trump ha annunciato nuovi dazi sull’import cinese a partire dall’1 settembre. Ma lo yuan debole  rende più conveniente acquistare il “Made in China”. Le stesse imprese cinesi, però, possono avere conseguenze nefate. Molte sono indebitate in dollari e deflazione molto forte dello yuan farebbe nascere il pericolo di un deflusso di capitali dal Paese del Dragone.

“Forte determinazione autorità cinesi”


Vincent Mivelaz di Swissquote dichiara: «La soglia a quota 7 contro il dollaro, a lungo difesa dallo yuan cinese, alla fine è stata sfondata, a conferma della forte determinazione delle autorità cinesi a sostenere la crescita economica e la stabilità finanziaria nel contesto di un peggioramento delle relazioni commerciali con gli Stati Uniti”.

Ilaria Paoletti

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