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Roma, 21 giu – “Stiamo lavorando, dateci tempo”. Lo ha detto anche oggi. Lo ha detto nel giorno in cui teoricamente avrebbe dovuto rivendicare i risultati del primo anno di governo della Capitale. Virginia Raggi non esce dal personaggio della scolaretta che chiede tempo per finire i compiti nemmeno nella conferenza stampa, denominata con un pizzico di presunzione “Roma rinasce”, dove traccia un bilancio dei primi 365 giorni della Giunta 5 Stelle del Campidoglio. Con un probabile processo per falso e abuso di ufficio in vista, una giunta che ha perso continuamente pezzi, dimissioni sfiorate, una città praticamente immobile e il sondaggio di pochi giorni fa in cui sette romani su dieci hanno dichiarato che non la voterebbero di nuovo in caso di elezioni, la “sindaca” senza il minimo pudore si dice “orgogliosa di presentare il lavoro di questo primo anno di consiliatura” e chiede ai cittadini di avere ulteriore “pazienza”.

All’accusa di immobilismo e di mancanza di decisione nel contrasto al degrado che colpisce la Capitale, Virginia Raggi risponde con la consueta sequela di frasi fatte, utili solo a prendere ulteriore tempo: “Stiamo lavorando a ricostruire i processi. Sarebbe stato facile risolvere qualche problema, penso alle buche, chiamando le solite ditte, ma questo non avrebbe portato al cambiamento che i romani ci hanno chiesto. Non dobbiamo fare cose per far vedere che siamo bravi ma fare cose che restino nel tempo. Ci prendiamo anche le critiche ci sta questa amministrazione ci sta, ci mette faccia”. E ancora: “Noi non siamo stati eletti per costruire castelli di carta, non è nostra intenzione e non lo faremo. Ci saranno risultati visibili subito e altri che saranno visibili più in là. Questa amministrazione entra qui al mattino presto ed esce la sera tardi. Stiamo facendo il massimo e non molliamo”.

L’idea è che nonostante l’anno già trascorso Virginia Raggi non abbia ancora idea di dove si trovi. Prova così a rivendicare qualche risultato concreto, puntando sul nuovo stadio della Roma, l’approvazione del bilancio, il piano rifiuti e l’immancabile funivia. “Non approvare il bilancio negli ultimi anni non ha consentito di fare gare. Questa misura che può sembrare piccola, in realtà è una chiave di volta di cui sono molto orgogliosa”, mentre sullo stadio della Roma rivendica di aver bloccato “una grande speculazione edilizia” grazie a “lunghe trattative con i proponenti e abbiamo proposto una soluzione diversa che prevedesse più verde, interventi più incisivi in campo energetico e nelle opere pubbliche”. Si dice “orgogliosa” per il “piano rifiuti” e per quanto fatto sul fronte dei trasporti “rimettendo in strada 45 filobus fermi da anni”. Sulla contestatissima funivia di Casalotti tiene il punto: “abbiamo studiato e abbiamo visto che tra tutte è la soluzione migliore”.

Uno dei tasti dolenti è senza dubbio quello dei suoi guai giudiziari. Anche dentro il Movimento 5 Stelle cresce il timore, anche tra i vertici, per l’ipotesi di un processo alla Raggi che potrebbe tenersi durante la campagna elettorale. “Ho ricevuto un avviso di conclusione di indagini, ho usato per le nomine una procedura vecchia che non aveva mai destato sospetti, ho agito in buona fede e spiegherò tutto ai magistrati. Ho sentito Beppe mi ha incitato ad andare avanti. Continueremo a lavorare”. Insomma niente di nuovo sotto il sole. La Raggi va avanti a forza di “stiamo lavorando”, “dateci tempo”, ho fiducia nei magistrati” e “l’ho detto a Beppe!”. Peccato però che la pazienza dei romani sia già finita. Nonostante Virginia Raggi tenti per l’ennesima volta di “buttarla in caciara”. Come si dice a Roma.

Davide Romano

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