Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 15 set – E’ un fatto abbastanza risaputo che uno dei motivi della bassa crescita economica dell’Africa sia la sua carenza di infrastrutture. La buona notizia è che i governi africani stanno prendendo coscienza del problema e iniziando a investire: l’ultimo esempio in tal senso viene da Tanzania e Namibia, alle prese con l’espansione della capacità dei propri porti.

Il nuovo porto di Dar es Salaam

In Tanzania il presidente John Magufuli ha di recente lanciato un progetto volto a ingrandire i sette ormeggi e a costruirne un altro al porto di Dar es Salaam, il più grande della nazione. Ciò permetterà alle navi portacontainer da 70mila tonnellate di attraccare in uno scalo dove, attualmente, il limite massimo è di 30mila tonnellate.
Grazie alle opere di ammodernamento il porto di Dar es Salaam aumenterà la sua capacità del 26%, portandola a 17,65 milioni di tonnellate l’anno. L’investimento porterà importanti benefici all’economia della Tanzania, visto che il porto potrà così servire navi merci provenienti dal medio oriente, dall’Asia, dall’Europa, dall’Australia e dall’America. Il progetto, portato a termine dalla China Harbour Engineering Company, fa parte di un piano più vasto che punta a fare della Tanzania un polo logistico permettendo ai Paesi confinanti senza accesso al mare di poter esportare e importare usando il porto di Dar es Salaam.

Anche la Namibia ammoderna i suoi porti

L’obiettivo di diventare un polo logistico non appartiene però solo alla Tanzania, visto che anche la Namibia ha simili obiettivi anche se, per ragioni geografiche, il suo raggio d’azione sono le nazioni dell’Africa meridionale. Gli investimenti si concentrano sul porto di Walvis Bay e, anche in questo caso, sono indirizzati ad aumentare la capacità del locale porto così da poter attrarre navi merci di maggiore stazza. I benefici hanno già iniziato a farsi vedere: non solo è aumentato il volume delle merci movimentate, ma questa espansione ha fatto nascere nuove imprese che forniscono servizi al porto e che operano nel settore del turismo, dell’ospitalità, del trasporto e della logistica creando così un indotto che, negli anni a venire, farà sempre più sentire il proprio peso.
Giuseppe De Santis

2 Commenti

Commenta