AgustaWestland AW189Roma, 2 gen – Le sanzioni contro la Russia non sembrano fermare la corsa verso la ripresa di Finmeccanica. Con la vicenda attorno ad AnsaldoBreda ancora in bilico -si aspettava una decisione, che non è arrivata, entro la fine dell’anno appena passato- il gruppo pubblico della difesa incassa una sostanziosa commessa tramite la sua controllata AgustaWestland.



L’accordo sottoscritto nei giorni scorsi prevede la creazione di una joint-venture con Rostec, produttore di apparecchiature militari e parte del gruppo Kalashnikov, per la produzione dei rotori civili AW189 presso lo stabilimento moscovita HeliVert. La decisione di andare a produrre direttamente in loco risponde all’esigenza di soddisfare quello che sarà il cliente principale dell’operazione. Si tratta di Rosneft, colosso russo della ricerca e sfruttamento del petrolio. Secondo quanto trapela, la società (controllata al 50.1% dal governo) ha siglato un’opzione per l’acquisto, da qui al 2025, di 160 apparecchi. Gli AW189 sono infatti progettati specificatamente per le operazioni offshore, tra cui i servizi di spola fra la terra e le piattaforme petrolifere marine.

La scelta fatta da Rosneft conferma la solidità della società italo-inglese, nonostante la ancora poco chiara vicenda del pagamento di tangenti in India, che non è escluso possa essere legata all’altrettanto spinosa questione dei due marò. La vicenda non sembra, tuttavia, aver influito più di troppo sulle attività della capogruppo Finmeccanica che, dall’insediamento in primavera del nuovo amministratore delegato Mauro Moretti, sembra poter finalmente uscire dalle secche nelle quali si era arenata negli ultimi anni.

Filippo Burla

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