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Roma, 22 mag – Padre Atallah Hanna, arcivescovo della chiesa greca ortodossa di Gerusalemme, la chiesa della maggior parte dei cristiani palestinesi e che ha come punto di riferimento principale la Chiesa del Santo Sepolcro nella città santa, ha inviato ieri un messaggio insieme ad altri esponenti dell’alleanza dei Paesi e delle organizzazioni che si oppongono all’occupazione americana e israeliana in Medio Oriente. I messaggi sono stati inviati in occasione della Giornata Mondiale di Gerusalemme, che si sono celebrati oggi venerdì 22 maggio. Padre Atallah Hanna ha offerto i suoi saluti ai popoli liberi, arabi (alcuni arabi sono cristiani) e musulmani, affermando che essi considerano la Palestina la loro causa principale. “Gli attacchi israeliani nei confronti di Gerusalemme sono attacchi al nostro retaggio” ha affermato. Inoltre ha aggiunto che la nazione araba e musulmana non ha dignità senza Gerusalemme, invitando gli arabi e i musulmani a non abbandonare Gerusalemme.

Padre Atallah ha inoltre sostenuto: “Quando difendiamo Gerusalemme, sosteniamo il diritto di ritorno dei palestinesi nella loro terra”. Nei giorni scorsi padre Atallah aveva lanciato un appello per bloccare “il progetto di annessione israeliana della Cisgiordania e le cospirazioni volte ad affossare la causa palestinese”, invitando all’unità nazionale palestinese per contrastare l’“Accordo del secolo”; pochi giorni fa il presidente palestinese Abu Mazen ha annunciato la fine di tutti gli accordi con Israele e gli Stati Uniti. Il messaggio di padre Atallah Hanna è stato pubblicato, con sottotitoli in ebraico, insieme ai messaggi dei leader di Hamas, di Hezbollah, di Asa’ib Ahl al-Haqq (gruppo di resistenza iracheno), degli Houthi (Yemen) e della Jihad palestinese.

La soluzione al conflitto palestinese

Nel frattempo la guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Khamenei, ha ribadito che l’unica soluzione per risolvere la causa palestinese è un referendum, proposta presentata dalla Repubblica Islamica dell’Iran alle Nazioni Unite: un referendum a cui partecipino coloro che sono veramente palestinesi, ossia coloro che hanno radici palestinesi da almeno cento anni e i palestinesi emigrati all’estero; qualunque ordinamento essi stabiliscano per la terra palestinese, quell’ordinamento sarà accettato dalla comunità internazionale. L’ayatollah Khamenei ha inoltre ribadito che la Repubblica Islamica dell’Iran non nutre alcun tipo di ostilità nei confronti degli ebrei (in Iran è presente una delle maggiori comunità ebraiche del Medio Oriente), tuttavia la scelta dell’ordinamento non deve essere imposta ai palestinesi di fede ebraica, cristiana e musulmana, ma devono essere loro stessi a decidere.

Hanieh Tarkian

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