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Roma, 22 mag – A quanto pare, la data del 3 Giugno potrebbe non coincidere con l’agognato ritorno ad una piena libertà di spostamento tra Regioni; sembrerebbe infatti profilarsi all’orizzonte una potenziale stretta per quelle Regioni il cui indice di contagio viene ritenuto “alto”, secondo le indicazioni del ministero della Salute, basate su ben 21 parametri. In pratica una Italia a tre velocità di movimento, con Regioni classificate come a indice di contagi alto, altre medio e altre ancora basso: nei piani del ministro Speranza le linee di spostamento tra Regioni dovrebbero quindi intersecarsi a seconda dell’indice corrispondente, non essendo consentiti viaggi tra Regioni con indice di grado differente. Il risultato sarebbe una paradossale geografia che vedrebbe, ad esempio, i lombardi costretti a potersi spostare solo in Molise o in Umbria, Regioni con il medesimo indice della Lombardia.

La decisione effettiva e finale su questo complesso e cervellotico sistema, si avrà all’esito del monitoraggio scientifico, attualmente in corso. Ma la strada, va detto, sembra tracciata, visto che ancor prima di Speranza era stato il ministro Boccia a prospettare questi differenti livelli di possibile spostamento. Naturalmente, in previsione dell’estate, non sembra trattarsi del miglior biglietto da visita per rilanciare un già drammaticamente provato turismo.

Viene poi da chiedersi se questi indici di contagio, da cui dipenderà non solo la libertà di spostamento ma anche il rifiorire o meno del turismo regionale con apprezzabili conseguenze di ordine economico, siano davvero accurati, visto che hanno già sollevato le motivate critiche della Regione Umbria, la quale, tramite il proprio assessore al Turismo, Paola Agabiti, ha chiesto una rettifica dei dati e prospettato una richiesta di risarcimento dei danni. E infine, vi è anche da chiedersi cosa sarà dei turisti provenienti dall’estero, visto che il ministro degli affari esteri, Luigi Di Maio, solo pochi giorni fa invitava i tedeschi a venire in vacanza in Italia: dovranno anche loro seguire la regola degli indici di contagio? E in caso negativo, non sarebbe forse discriminatorio nei confronti di quei cittadini italiani confinati nella loro regione con la mera possibilità di spostarsi verso solo altre due regioni?

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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