Washington, 31 dic – Donald Trump non ha dubbi e accusa pubblicamente l’Iran per l’assalto all’ambasciata Usa a Baghdad. Questa mattina migliaia di manifestanti hanno attaccato la rappresentanza americana nella capitale irachena, e il bilancio dell’assedio per ora è di 32 feriti. L’azione è una protesta per i raid statunitensi di domenica scorsa contro cinque basi di Kataib Hezbollah (o Brigate Hezbollah) al confine tra Iraq e Siria. L’attacco Usa aveva provocato 25 vittime e decine di feriti tra le milizie sciite filo iraniane, ed era una risposta di Washington al lancio di 30 razzi contro una base statunitense a Kirkuk, nel nordest dell’Iran, in cui aveva perso la vita un contractor americano.

Botta e risposta tra Washington e Teheran

Dunque quello tra Washington e Teheran ha tutta l’aria di essere un botta e risposta, con Trump su tutte le furie dopo l’assalto all’ambasciata, dietro al quale si celerebbe la longa manus dell’Iran: “L’Iran ha ucciso un contractor, ferendo molti. Noi abbiamo risposto duramente e lo faremo sempre. Adesso l’Iran sta orchestrando un attacco all’ambasciata americana in Iraq. Saranno ritenuti pienamente responsabili. Inoltre, noi ci aspettiamo che l’Iraq impieghi le sue forze per proteggere l’ambasciata, e così siete avvisati!”, ha scritto Donald Trump su Twitter.

Sangue di Enea Ritter

Situazione che potrebbe degenerare

Dunque il presidente Usa utilizza il consueto tono perentorio, dando per scontato che tutte le azioni di Kataib Hezbollah in Iraq sarebbero in realtà orchestrata direttamente da Teheran. Bisognerà dunque monitorare le conseguenze delle proteste filo iraniane che hanno portato all’assalto dell’ambasciata. Per il momento l’ambasciatore Usa e il suo staff sono stati evacuati. A mobilitare i manifestanti questa mattina numerose milizie sciite, non solo Katain Hezbolalh. Tra queste Al Hashd che ha già minacciato di attaccare altre rappresentanze straniere in tutto il Paese.

Davide Romano

1 commento

  1. Kirkuk è una città in Iraq e non in Iran… Non anticipiamo i tempi della presenza statunitense (cercate di non usare il termine “americano”), nel nord-est dell’ Iran, che di disastri anche loro ne combinano non pochi! Altro che bombe intelligenti…

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