Washington, 18 nov — Jacob Chansley, meglio conosciuto come «lo sciamano» dovrà scontare 41 mesi di carcere per l’assalto al Congresso Usa avvenuto a Washington il 6 gennaio scorso. Il 34enne, divenuto uno dei simboli dell’occupazione di Capitol Hill — che costò la vita a cinque persone — contro l’elezione di Biden a presidente degli Stati Uniti d’America, si era dichiarato colpevole a settembre. In quella circostanza aveva ammesso di aver preso parte alla rivolta dei sostenitori di Donald Trump per impedire la certificazione della vittoria di Joe Biden.



Per lo sciamano chiesti 51 mesi di carcere

Lo «sciamano», seguace di QAnon, è originario di Phoenix, in Arizona. Per lui l’accusa aveva chiesto 51 mesi di galera. «Gli atti dell’imputato Chansely, ora diventato un criminale famoso, lo hanno reso il volto pubblico dell’assalto al Capitol», questa la motivazione dei procuratori contro l’imputato. Le immagini di Chansley, che indossava un vistoso copricapo da sciamano e si era lanciato all’assalto di Capitol Hill a torso nudo armato di una lancia, avevano immediatamente fatto il giro del mondo, tanto da assurgerlo a simbolo della protesta dei trumpiani.

La pena più alta

L’uomo ha già scontato nove mesi in prigione. Si tratta, finora, della seconda condanna più pesante inflitta agli autori della rivolta. La prima, sempre a 41 mesi era arrivata il 10 novembre a Scott Fairlamb; l’uomo, uno fra i primi a introdursi a Capitol Hill, possiede una palestra in New Jersey ed è un ex combattente di arti marziali miste. Ha subito la stessa condanna dello sciamano per aver aggredito un agente, nonostante la sua ammissione di colpevolezza e nonostante si sia dichiarato pentito del gesto. A Fairlamb vanno anche 36 mesi di libertà vigilata dopo la scarcerazione.
Gli imputati per l’assalto a Capitol Hill sono 500. La prima ad essere condannata è stata una donna dell’Indiana, Anna Morgan Lloyd, 49 anni. La sentenza è arrivata a giugno: un giudice federale le ha ordinato di scontare tre anni di libertà vigilata, svolgere 120 ore di servizio alla comunità e pagare 500 dolori di risarcimento.

Cristina Gauri

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