Roma, 12 mag – È scattato l’assalto finale all’Azovstal, l’acciaieria di Mariupol dove sono asserragliati il reggimento Azov e i marine ucraini: in azione anche i carri armati. Intanto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen accusa Mosca: “È una minaccia all’ordine mondiale”.

Assalto finale all’Azovstal: carri armati in azione

I carri armati russi stringono l’assedio all’Azovstal. Un video pubblicato da Ukrinform mostra una colonna di denso fumo nero levarsi dall’acciaieria. Sempre Ukrinform, citando il consigliere del sindaco di Mariupol, Petro Andryushchenko, aveva parlato di un attacco non solo dal cielo e con l’artiglieria ma anche appunto con i carri armati russi all’acciaieria e sul fatto che era divampato un incendio nel sito. Ieri le milizie filo russe del Donetsk avevano annunciato che all’interno del sito siderurgico non c’erano più civili e che quindi avevano “le mani libere”.

Kiev ammette che provare a salvare gli uomini nell’acciaieria costerebbe troppe vite umane

Ieri l’intelligence del reggimento Azov aveva fatto presente che esisterebbe ancora la possibilità di un’operazione militare per far uscire gli uomini dall’acciaieria. Ma lo stato maggiore ucraino replica che “ad oggi, una simile operazione richiederebbe un considerevole numero di truppe perché i soldati ucraini si trovano ad una distanza di 150-200 chilometri“. Il numero due dello stato maggiore, generale Oleksiy Hromov, sottolinea che si tratterebbe di un’operazione molto costosa in termini di vite umane perché i russi hanno eretto potenti difese.

Prosegue l’offensiva di Mosca

Prosegue l’offensiva di Mosca, che avrebbe lanciato 18 missili contro l’area urbana di Komyshuvakha, nella regione di Zaporizhzhia. Lo riferisce il Kyiv Independent. Yuri Karapetyan, sindaco di Komyshuvakha, ha riferito che una persona è stata uccisa, tre sono rimaste ferite e circa 60 case sono state danneggiate. Bombe russe sulle regioni di Chernihiv a nord e Sumy a nord est per tutto il giorno, secondo il portavoce del Servizio delle guardie di frontiera ucraine Andrij Demchenko citato da Interfax Ukraine.

Adesso “non c’è la solita protezione delle frontiere con il pattugliamento lungo la linea di confine, poiché c’è il pericolo delle mine nella zona, delle operazioni di gruppi di sabotaggio e soprattutto i bombardamenti effettuati dalla Russia dal suo territorio sull’Ucraina. E questo avviene ogni giorno, soprattutto nelle regioni di Chernihiv e Sumy, e ripetutamente durante il giorno”, ha detto Demchenko in un briefing.

Le forze ucraine fanno saltare due ponti nel Lugansk per rallentare l’avanzata russa

Tuttavia, “il Servizio di frontiera di Stato all’interno degli oblast di Kiev, Chernihiv e Sumy ha il controllo di frontiera su quasi 1.200 chilometri, due terzi dei quali al confine con la Russia”, ha annunciato durante un briefing il direttore del Dipartimento di Stato per la protezione delle frontiere, Leonid Baran, secondo quanto riportato dall’agenzia Unian. Baran ammette però che il pericolo resta imminente. Ciò significa che i confini riconquistati possono tornare rapidamente in mano russa. Dal canto suo, l’esercito ucraino ha fatto saltare due ponti sul fiume Severskj Donets per frenare l’avanzata delle forze russe nel Lugansk. Lo riferisce il ministero della Difesa, che ha pubblicato alcune immagini satellitari che mostrano la distruzione dei ponti, nei pressi del villaggio di Bilohorivka.

Von der Leyen accusa Mosca: “È la minaccia più diretta all’ordine mondiale”

Sul fronte internazionale, nuovo attacco Ue a Mosca. La Russia è la “minaccia più diretta” all’ordine internazionale a causa della sua invasione dell’Ucraina. Così a Tokyo la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. La Russia “oggi è la minaccia più diretta all’ordine mondiale con la barbara guerra contro l’Ucraina. Ed ha un patto preoccupante con la Cina“, sottolinea dopo l’incontro con il primo ministro giapponese Fumio Kishida insieme al presidente del Consiglio Ue Charles Michel. Nell’incontro tra i leader Ue e il premier nipponico si è discusso anche della “visione comune” per una regione Indo-Pacifico “prospera e libera”.

Gli fa eco il premier giapponese

Alle parole della von der Leyen hanno fatto eco quelle di Kishida: “L’invasione della Russia in Ucraina mina le fondamenta dell’ordine mondiale”. Ecco perché – lascia intendere il premier giapponese -serve una maggiore cooperazione a livello globale tra i due Paesi, anche in funzione della maggiore assertività della Cina nella regione.

Adolfo Spezzaferro

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