Bruxelles, 25 nov – Il Consiglio Europeo, l’assise dei capi di Stato o di governo dei membri dell’Unione Europea, ha approvato l’accordo per la Brexit. Un “sì” non scontato fino a poche settimane fa, ma che ora apre la strada alla definitiva separazione della Gran Bretagna dal consesso comunitario. Nonostante alcuni temi ancora aperti, prima fra tutti quello sullo status di Gibilterra che aveva fatto sollevare polemiche da parte della Spagna, l’approvazione è arrivata all’unanimità.

Le 600 pagine di accordo, limate fino all’ultimo dai negoziatori, sono ora vincolanti per entrambe le parti. Ultimo scoglio “politico” è rappresentato dal parlamento inglese, chiamato ad esprimersi nei prossimi giorni. Proprio qui potrebbero emergere alcune problematiche, dato che la premier Theresa May deve fare i conti con una maggioranza non solidissima.


“Oggi è un giorno triste, vedere un Paese come la Gran Bretagna abbandonare l’Ue non è un momento di giubilo ma una tragedia”, ha commentato il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. Di tutt’altro avviso la May, che parla della Brexit come di un’occasione di “rinnovamento e riconciliazione” per tutta la Gran Bretagna.

L’abbandono dell’Ue è, in ogni caso, tutto tranne che concluso. Oltre al già citato scoglio rappresentato dal parlamento di Londra, molti dettagli devono ancora essere definiti. Molti di essi sono rinviati al periodo di transizione che si concluderà nel luglio 2020. Se la quadra dovessere essere trovata (ma si parla già di possibile slittamento di un anno, fino a luglio 2021), da quel momento le strade di Gran Bretagna ed Unione Europea saranno definitivamente divise.

Nicola Mattei

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4 Commenti

  1. Ok quindi la Brexit deve ancora materializzarsi. Mi spiegate come mai avete pubblicato numerosi articoli che decantavano gli effetti benefici per l’economia inglese della Brexit se questa è ancora un evento futuro? Grazie

      • Mi riferivo a indicatori sull’economia reale più volte sbandierati qui sopra (disoccupazione, pil) non ai mercati finanziari. Ad oggi non esiste alcuna indicazione che la Brexit possa fare bene ai cittadini inglesi

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