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Aleppo, 26 nov – Sono 107 i civili intossicati ad Aleppo dalle armi chimiche, presumibilmente cloro. L’attacco, secondo quanto si apprende dall’agenzia di stampa Sana, sarebbe stato compito ad opera dei cosiddetti ribelli contro aree le residenziali di Al Khalidiya e Al Zahra e Nil Street della seconda città siriana. Le persone colpite, che sono ricoverate negli ospedali, soffrono di asfissia e altri sintomi tipici di avvelenamento. 31 sono in gravi condizioni, e tra loro ci sono molti bambini.
In risposta all’attacco la Russia è arrivata in soccorso dell’esercito siriano e ha scatenato raid aerei contro i ribelli, su postazioni nella provincia di Idlib controllate da miliziani jihadisti, legati ad Al-Qaeda. Al momento nessun gruppo ha ancora rivendicato l’attacco con armi chimiche. Tuttavia, i principali sospettati sono i miliziani di Hayat al-Tahrir al-Sham, che non hanno accettato l’accordo di settembre fra Russia e Turchia che prevedeva una zona demilitarizzata nel Nord-Ovest della Siria.
In seguito all’attacco al cloro, avvenuto sabato scorso, il governo siriano ha chiesto l’intervento dell’Onu, mediante una lettera indirizzata al segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, e al Consiglio di Sicurezza. Damasco ha chiesto una condanna dell'”attacco con gas tossico” e il ministero degli Esteri siriano ha esortato l’Onu a prendere “misure deterrenti, immediate e punitive” contro gli Stati e regimi che finanziano il terrorismo. L’attacco dei ribelli ha determinato il bilancio più grave da quando le forze governative hanno riconquistato la città di Aleppo nel dicembre 2016.
I ribelli, però, respingono ogni accusa e a loro volta puntano il dito contro il governo siriano, che a detta loro avrebbe messo in atto un tentativo di minare il cessate il fuoco che reggeva dal 17 settembre scorso. Quanto avvenuto in questi giorni, sia il feroce attacco sia la risposta russa, rappresentano la più grave violazione della tregua raggiunta da Russia e Turchia a Sochi, che aveva portato il nord della Siria a una situazione di relativa calma.
Nel confermare il raid di Mosca, il portavoce dell’esercito russo, il generale Igor Konashenkov, ha spiegato che gli aerei russi hanno distrutto le postazioni dei militanti nel nordest della Siria: “I caccia hanno colpito le posizioni di artiglieria dei terroristi nella zona, da dove sono stati condotti i bombardamenti sui civili di Aleppo con armi chimiche”. Inoltre, sul posto sono già arrivati esperti russi di armi chimiche, che hanno stabilito che l’elemento utilizzato nell’attacco è cloro. Il generale Konashenkov ha aggiunto: “Questo atto terroristico è il risultato dell’azione di alcuni Stati che sponsorizzano il terrorismo e che hanno facilitato agli insorti l’accesso alle sostanza chimiche con l’obiettivo di usarle contro il popolo siriano per poi accusare il governo”.
Anna Pedri

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