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Roma, 7 set – La California brucia ancora, dopo gli incendi che hanno sconvolto lo Stato americano la scorsa estate. Le fiamme, altissime in alcune zone, imperversano da tre settimane e sembrano indomabili. Otto le persone morte e circa 3.300 le strutture completamente distrutte. Il governatore californiano Gavin Newsom ha dichiarato lo stato d’emergenza in cinque contee. Gli incendi sono stati quasi contenuti nell’area a nord di San Francisco, ma adesso il problema riguarda soprattutto le zone interne della California e quelle a est di Los Angeles. Nella Sierra National Forest sono andati in fumo 300 chilometri quadrati di bosco. A forte rischio anche il parco con le celebri sequoie secolari, dove le fiamme incessanti non sono ancora state domate. Stessa drammatica situazione nel nord della California, dove nell’August Complex i roghi vanno avanti da venti giorni.

Evacuate 3mila persone

Le cause degli incendi sono molteplici e il caldo torrido di questi giorni di certo non aiuta a frenare la furia del fuoco. Come se non bastasse, anche gli errori umani hanno però contribuito alle devastazioni. Uno spaventoso rogo ha distrutto 3mila ettari di vegetazione ed è stato provocato da un dispositivo pirotecnico utilizzato durante il “gender reveal party”, una festa in cui i parenti annunciano il sesso dei nascituri. “I responsabili di incendi dovuti a negligenza o attività illegali possono essere perseguiti finanziariamente e penalmente”, ha fatto sapere il dipartimento per le foreste e la protezione ambientale della California. Stando a quanto riportato dalla Cbs, a causa delle fiamme circa 3mila persone sono state costrette ad evacuare le proprie abitazioni. In tutto lo Stato, sono quasi 12.500 i vigili del fuoco al lavoro per domare i 22 grandi incendi in corso.

Eugenio Palazzini

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