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Roma, 31 ott – La fuga di “belli capelli” Carles Puigdemont in Belgio, dopo aver dato vita al più pagliaccesco, ridicolo, mitomane, grottesco disegno eversivo dell’intera storia politica europea segna il degno epilogo di questa bizzarra storia che i posteri conosceranno col nome di “tentata secessione della Catalogna”. O, meglio, i posteri la conoscerebbero se tali fatti finissero sui libri di storia. Ma è davvero difficile pensare che tra 100, tra 50 o anche solo tra 15 anni possa interessare a qualcuno conoscere la cronaca di una secessione che non ha vinto e non ha perso, molto semplicemente non c’è mai stata. È andato in scena lo spettacolo di una secessione, il suo fantasma mediatico.



Si trattava, in realtà, di una farsa, del tutto priva di ogni afflato tragico, causa mancanza di uomini, di idee, di coraggio, di visione. Una farsa che, quindi, rispecchia bene lo spirito del tempo, dove non solo siamo governati da eunuchi, ma sempre più spesso gli attributi mancano anche alle opposizioni ipermediatiche. Cialtroni che comandano, cialtroni che protestano. Il caso Puigdemont, a tal riguardo, è eloquente: personaggio ridicolo persino fisicamente, il nostro è un giornalista senza scrupoli di centrodestra, messosi a capo di un sentimento popolare radicalmente sbilanciato a sinistra, con tanto di insistenti riferimenti antifascisti e di ripetute battaglie antirazziste. È il sogno delle “nuove sintesi” destra-sinistra capovolto, perché si tratta di una sintesi al ribasso, che prende il peggio di entrambi gli elementi.

La miscela ha retto fino a che non si è passati dalla finzione – il recital politico, le boutade, le provocazioni, le dichiarazioni – alla realtà. E i confini, le nazioni, checché se ne pensi, sono quanto di più reale possa esistere, sono l’unica riserva di autenticità che ci resti, malgrado una ricorrente retorica che ne vorrebbe fare delle costruzioni artificiose, delle invenzioni discriminatorie. Per spostare i confini, per fare di un agglomerato che ha una stessa lingua, una stessa cultura e una stessa memoria una nazione politicamente indipendente, bisogna fare i conti con la realtà, la farsa non basta più. Le nazioni si creano col sangue. E se non c’è sangue, ci deve almeno essere una volontà politica sanguigna. Con i pupazzi non si creano le nazioni, al massimo si fugge in Belgio con l’aereo.

Adriano Scianca

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3 Commenti

  1. in quel caso, più che Puigemon, il nome adatto era Pokemon… vista la tragicommedia fatta, forse Pikaciu aveva più giudizio

  2. Prove tecniche di Stati Uniti in Europa. I secessionismi regionali saranno fomentati sempre più spesso perché semplicemente propedeutici all’ideologia europeista.
    Nessuno si domanda perché siano fuggiti proprio a Bruxelles?

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