Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 18 set – Una “Commissione di vigilanza esterna” a Facebook che prenderà la decisione finale sulla cancellazione di contenuti ritenuti pericolosi o non in linea con gli standard della community, e a cui ci si potrà appellare. Ne annuncia la formazione il fondatore e Ceo della piattaforma Marz Zuckerberg in un post sulla propria pagina.

“La decisione della commissione sarà vincolante, anche se io o qualsiasi altra persone in Facebook saremo in disaccordo”, ha spiegato Zuckerberg. “Facebook e’ nato per dare voce alle persone, ma sappiamo che oggi alcuni usano la loro voce per mettere in pericolo altre persone. E’ per questo che abbiamo delle policy che chiariscono gli standard della nostra community”, si legge nel comunicato pubblicato dal fondatore del social. “Siamo responsabili di far rispettare le nostre politiche, ma non credo che aziende private come la nostra dovrebbero prendere decisioni cosi’ importanti su quello che viene condiviso da sole – continua Zuckerberg – Se qualcuno non è d’accordo con la decisione che abbiamo preso potrà fare appello prima a noi, e presto potrà farlo anche a questa commissione indipendente”.

La formazione della Commissione è frutto era già stata annunciata da Zuckerberg a inizio anno ed è frutto di sei lunghi mesi di workshop che hanno portato il colosso social a confrontarsi con esperti e organizzazioni su temi quali la libertà di espressione, tecnologia e democrazia, correttezza procedurale e diritti umani. “Siamo interessati ad ascoltare una vasta gamma di organizzazioni, gruppi di riflessione, ricercatori e gruppi, che potrebbero avere proposte su come dovremmo rispondere a queste domande critiche”, aveva annunciato il portavoce della piattaforma. Resta ora da capire a chi sarà demandato un tale potere, e se la composizione di tale Commissione aderirà a dei criteri pluralisti; oppure, se sarà la solita accozzaglia di mastini di Soros e cani da grembo del pensiero unico che renderanno la vita ancora più difficile a tutti coloro che si impegnano nella libera circolazione delle idee

Cristina Gauri

La tua mail per essere sempre aggiornato

4 Commenti

  1. Se non è un organo pubblico soggetto alla legge, sarà l’ennesimo fumo negli occhi lanciato da Facebook e forse potrebbe peggiorare le cose, perché all’esterno si farebbe vedere quanto FB è “democratica”, ma nella sostanza non sarebbe vero.
    Per ora resta l’inenarrabile furia censoria verso una sola parte. Io sono stato bannato 24 ore per avere pubblicato il simbolo di Casapound, senza commenti se non un “Vediamo” che sottintendeva un “quanto ci mette Facebook a bannarmi”.

Commenta