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Lucca, 18 settembre – I fedeli che hanno ascoltato l’omelia di Paolo Giulietti durante la messa in onore della Santa Croce – la festa patronale di Lucca – erano rimasti piuttosto interdetti. Il vescovo, già salito agli onori delle cronache per la polemica social con Matteo Salvini, aveva denunciato di aver ricevuto delle lettere anonime.

Nell’omelia riferimento all’odio e ai migranti

Nell’omelia, dopo aver parlato della cultura del sospetto, aveva snocciolato come un rosario le parole topiche della sinistra vaticana: “cultura del sospetto”, “campagne d’odio”, “migranti”. E c’era già chi pensava a minacce fuori tempo massimo per la sua adesione alla campagna di Libera, contro il decreto sicurezza bis, che gli era valsa l’appellativo di vescovo-politico da parte del leader della Lega.

“Mi hanno mandato alcune lettere anonime e la cosa non mi piace”, ha detto Giulietti dal pulpito, parlando poi della cultura del sospetto e dei “serpenti bruciati” che girerebbero per la città di Lucca, mettendo in discussione la Chiesa (e ovviamente il suo rappresentante, cioè il vescovo stesso). “Non mi fido dei politici, dei giornalisti, dei migranti addirittura di quelli che sembrano buoni. Se non mi fido faccio le lettere anonime” ha detto Giulietti. “Bisogna invece guardarci in faccia anche nella nostra chiesa per trovare insieme qualcosa in comune, papa Francesco ci dà l’esempio”.

Nessuna minaccia, ma rabbia contro prete pedofilo

Polizia e Carabinieri si sono subito attivati per capire se si trattasse di una notizia di reato. La verità che è venuta a galla ha escluso però sia le minacce che qualunque riferimento a immigrati, hate speech e compagnia bella. Le lettere anonime erano infatti di fedeli a disagio per la presenza, nel proprio territorio, di un prete pedofilo. Si tratta di Paolo Glaentzer, arrestato in provincia di Firenze per pedofilia, che si trova ai domiciliari a Bagni di Lucca. Gli abitanti avevano già raccolto le firme per allontanarlo, e molti fedeli avevano chiesto un intervento forte della Chiesa locale contro questa situazione. 

Nel frattempo Paolo Glaentzer è stato condannato in rito abbreviato a quattro anni e quattro mesi per violenza sessuale su una bambina di 10 anni. E nel frattempo è cambiato pure il vescovo di Lucca, dove si è insediato appunto Paolo Giulietti. Al quale evidentemente i fedeli intendevano far presente la situazione, visto che il prete pedofilo si trova ancora ai domiciliari in Lucchesia. Ma la risposta di Giulietti è netta: “non mormorate”. Chi manda lettere di protesta contro un prete pedofilo, manca di fiducia verso la Chiesa. Amen. 

Ettore Maltempo

2 Commenti

  1. Compagno sacerdote , le fiamme dell’inferno ,

    (in cui voi massoni non credete …)

    non son così lontane , potresti abbruciacchiarci un pochino le sottane ….

    Come possano dei Cattolici ascoltare ancora questi ERETICI bergoglionzi ……

    Sai che c’è pretaccio comunista ? satana ESISTE !!!!! e vi sta aspettando …..??????

  2. Di solito quando si parla di una persona con un certo incarico il nome viene preceduto da un attributo che lo identifichi, che so: ingegner, dottor, avvocato professor, onorevole ecc. In questo articolo, il giornalista, riferendosi al vescovo di Lucca, scrive semplicemente “.. i fedeli che hanno ascoltato l’omelia di Paolo Giulietti…”

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