isis 4Roma, 10 feb – Ha un nome l’italiano arrestato a luglio a Erbil, nel Kurdistan iracheno, perché accusato di volersi arruolare nell’Isis. Si tratterebbe di Giampiero Filangieri, un 35enne nato a Reggio Calabria ma cresciuto a Bologna, dove viveva con la famiglia. L’Italia sta fornendo assistenza consolare attraverso l’ambasciata a Baghdad guidata da Massimo Marotti.

Ma chi è davvero questo aspirante tagliagole? Secondo gli zii si tratterebbe soltanto di “un ragazzo problematico e facilmente plagiabile” e anche le modalità del suo arresto, che sarebbe avvenuto dopo che lui stesso aveva dichiarato alle autorità curde di volersi unire ai miliziani jihadisti, sembrerebbero confermarlo.

Nato a Reggio Calabria 35 anni fa, il ragazzo sarebbe cresciuto a Bologna dove si pare si sia convertito all’Islam avvicinandosi a dei circoli integralisti. Prima di apparire in Iraq, tuttavia, lo troviamo in Spagna, a Granada. Qui è vittima di un curioso e inquietante incidente: una sera, nel 2008, un gruppo di adolescenti spagnoli sorprende mentre dorme su una panchina e lo pesta. La scena viene addirittura ripresa con il cellulare da una ragazza del gruppo.

Giampiero viene ricoverato con una prognosi di 90 giorni. Appena si può reggere in piedi, tuttavia, abbandona l’ospedale per non ricomparirvi più, nonostante le sue gravi condizioni. Nel frattempo il processo ha condannato i giovani aggressori, le cui famiglie hanno ora l’obbligo di risarcire i danni alla vittima per un totale di 3000 euro.

Dopo la Spagna si hanno sue notizie in Turchia. Alcune comunicazioni via whatsapp con altri convertiti italiani fanno capire il cambiamento nel frattempo avvenuto nella sua testa: “E’ iniziata la mia lotta contro l’Occidente predone”. “Islam liberta’ per i popoli oppressi”. “Lottiamo fino alla fine per liberare le terre schiacciate dalla violenza occidentale”.

Giorgio Nigra

Commenta