Pyongyang, 29 ago – La Corea del Nord minaccia direttamente il Giappone. Questa mattina un missile lanciato su ordine di Kim Jong-un ha sorvolato l’isola di Hokkaido nel nord del paese, per inabissarsi poi nel mar del Giappone. Un volo di 2700 chilometri a un’altezza di 550, per un dispositivo che secondo l’intelligence sud coreana sarebbe già in grado di montare una testata nucleare. “E una minaccia grave e senza precedenti”, è stata la risposta del primo ministro di Tokyo, Shinzo Abe. In realtà già nel 1998 e nel 2009 missili di Pyongyang avevano sorvolato il Giappone, ma questa volta l’allarme è diverso (si tratta del 18esimo missile lanciato solo nel 2017) e i rischi più alti. Dopo il passaggio del missile in tutto il Sol Levante sono risuonate le sirene d’allarme.

Questo missile balistico, stando sempre alle informazioni che arrivano da Seul, sarebbe il primo progettato per trasportare una testata nucleare. Potenzialmente in grado anche di raggiungere il territorio degli Stati Uniti. La Corea del Sud finora aveva provato a mantenere una linea “morbida”, anche grazie al lavoro del presidente Moo Jae-in. Ma l’ultimo lancio ha costretto Seul ad una risposta militare immediata, arrivata poche ore dopo la minaccia nord coreana. Quattro caccia F-15 hanno sganciato otto bombe MK-84 a Pilseung Range, non lontano dal confine con la Nord Corea. Proiettili capaci di penetrare fino a 11 metri di terreno e 4 di cemento. Un messaggio neanche troppo velato a Kim Jong-un.

Shinzo Abe intervenendo in televisione ha assicurato che sarà fatto “ogni sforzo possibile per proteggere la popolazione giapponese”, mentre Cina e Russia sostengono che sia ormai “chiaro a tutti che l’opzione delle sanzioni alla Corea del Nord si è ormai esaurita. Maggiori sanzioni non risolveranno il problema. Ora l’Onu deve passare una risoluzione che dica chiaramente no a soluzione militare e no a sanzioni unilaterali al di fuori di quelle approvate dal Consiglio di Sicurezza”.

Davide Romano

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