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Coronavirus, Spagna fuori controllo. “Un morto ogni 16 minuti, 17mila infetti”

by Cristina Gauri
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Madrid, 19 mar – La Spagna sempre più sulle drammatiche orme dell’Italia. Il quotidiano El Pais riporta che negli ospedali di Madrid, città con oltre 3mila ricoverati per coronavirus, muore una persona ogni 16 minuti. Secondo i ricercatori, non è più possibile quantificare l’entità del contagio. Nella capitale spagnola potrebbero esserci decine di migliaia di infetti. La comunità di Madrid e la città di Igualada, in Catalogna, sono l’equivalente spagnolo della Lombardia e di Codogno.

Gli alberghi mobilitati

In un hotel di Madrid è stato allestito un ospedale adibito alla cura dei casi meno gravi di coronavirus, quelli che non richiedono il ricovero o la rianimazione. La struttura, ha affermato la regione di Madrid in una nota, “alleggerirà la pressione” negli ospedali e “libererà le stanze”. L’associazione alberghiera della capitale dichiara di aver “reso disponibili 9.000 posti letto in oltre 40 hotel per assistere i malati affetti da coronavirus”.

Mes anche per la Spagna

Anche la Spagna, quindi, è ora costretta a fare i conti con una vera e proprio esplosione di casi. Secondo quanto riporta El Mundo, le vittime sono oltre 760, salite del 30% in sole 24 ore, mentre gli infetti sono più di 17.000. Le aree più piagate sono Madrid, con oltre 6mila casi e oltre 490 decessi, e la Catalogna, con più di 2700 contagi e 55 morti. Anche il governo spagnolo ha fatto richiesta di sostegno al Meccanismo di protezione civile europeo per i materiali di protezione, aggiungendosi all’Italia. Lo ha annunciato il commissario europeo per la Gestione delle crisi, Janez Lenarcic.

Risveglio tardivo

“La Spagna ha preso coscienza da pochi giorni – spiega al Fatto Quotidiano Paolo Dallaglio, cardiologo dell’Hospital de Bellvitge, una delle più importanti strutture pubbliche dell’area metropolitana – Adesso il sistema sanitario si sta organizzando molto velocemente, dopo una fase di inerzia. È stata una grossa colpa, ma ora si stanno bruciando le tappe. Abbiamo l’esempio dell’Italia che è dovuta partire da zero, con il solo caso della Cina e con l’obbligo di improvvisi cambi di rotta. Quindi andiamo in fretta”.

Troppa promiscuità sociale

Perchè questa esplosione di casi? “I motivi possono essere diversi. Si stanno facendo molti test perché siamo all’inizio, abbiamo ancora i reagenti. Ma presto ci saranno anche limiti sulla disponibilità dei tamponi. Può essere che al momento ci troviamo in una fase diversa dell’epidemia, che è scoppiata in due grandi città, Barcellona e Madrid, centri con alta densità abitativa e dove c’è una percentuale di giovani più alta rispetto a quella delle valli bergamasche. Questo fa sì che il contagio e il numero degli asintomatici sia più alto. In più in Spagna la promiscuità sociale è maggiore rispetto all’Italia: la gente frequenta molto bar e locali, favorendo così il contagio”.

Cristina Gauri

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