Roma, 24 mag – Nuova Mariupol, nuova città chiave per il controllo del Donbass, nuovo epicentro della guerra. Da circa 48 ore, sui media internazionali, si evidenzia così la battaglia per il controllo della strategica Severodonetsk, con lo stabilimento Azot paragonato sin troppo facilmente all’Azovstal di Mariupol. E’ in questa città e nell’area limitrofa che secondo lo Stato Maggiore Generale delle Forze Armate ucraine si sta concentrando adesso l’offensiva russa.

Stando a quanto riferito stamani dal capo dell’amministrazione militare regionale di Lugansk, Sergiy Gaidai, “quattro persone sono rimaste uccise in un edificio residenziale nei bombardamenti russi caotici e quasi continui a Severodonetsk”. Una tragedia “avvenuta nei vecchi quartieri della città. Quando la polizia è arrivata in soccorso ha trovato i corpi di due uomini e una donna. Un’altra donna è rimasta gravemente ferita”, ha detto Gaidai, specificando che 13 abitazioni sono state danneggiate a Severodonetsk, Lysychansk, Zolotoye e Novodruzhesk. Al solito, relativamente ai numeri siamo di fronte a informazioni di parte da verificare, ma è indubbio che le forze armate di Mosca puntino a sigillare il Donbass conquistando le ultime roccaforti ucraine.

Perché Severodonetsk è strategica

L’area di Severodonetsk, conquistata dai separatisti della Repubblica Popolare di Lugansk nel 2014 e poi ripresa dalle forze armate ucraine, non è però strategica soltanto per una questione di mero controllo totale del Donbass. C’è di mezzo una questione di interesse economico finora ben poco considerato da chi commenta questa guerra. Da un punto di vista strettamente militare, controllare Severodonetsk e la vicina Lysychansk, con la sua raffineria, permetterebbe alla Russia di controllare tutta la fascia di territorio che va dal sud del Donbass alla provincia settentrionale di Izyum. A quel punto le truppe di Mosca potrebbero pure tentare un nuovo assalto a Kharkiv, seconda città dell’Ucraina. Al contempo l’area di Severodonetsk e Lysychansk è fondamentale perché la più industriale del Donbass ed è ricca di miniere, minerali e terre rare, sempre più indispensabili per lo sviluppo delle nuove tecnologie.

Eugenio Palazzini

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4 Commenti

  1. Bravo E. Palazzini…, basta guardare una qualsiasi vecchia cartina della Urss, con punti di risorse energetico-minerarie ben esposte per comprendere che i valori materiali non possono essere rubati da chicchessia pur umiliando ed ammazzando chi ci ha lavorato sopra… Avanti così, questa è la strada giusta.

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