Roma, 22 nov – Pochi giorni fa il governo dell’Egitto ha approvato la realizzazione di un parco eolico da 500 MW di potenza installata. La centrale, situata nel golfo di Suez, dovrebbe essere operativa nel 2024. Il sito, del valore di 600 milioni di dollari, non è l’unico in via di realizzazione: sono tanti i progetti per costruire campo eolici e solari per raggiunere l’obiettivo di arrivare a produrre, entro il 2022, il 20% di elettricità da fonti rinnovabili. Una quota, peraltro, destinata secondo le previsioni a salire a oltre il 40% da qui a 15 anni.



Un aiuto dall’Egitto per la riconversione verde di Atene e Nicosia

L’energia pulita dell’Egitto non sarà però destinata solo alla domanda interna. Sono infatti già avviate numerose trattative per la sua vendita, tra gli altri a Grecia e Cipro. Dalle parti di Atene è ancora alto l’uso di carbone per produrre elettricità, ma l’esecutivo punta ad eliminare definitivamente questa fonte entro il 2025. Un accordo strategico ai fini della riconversione “verde”. L’obiettivo della Grecia è infatti quello di generare entro il 2030 il 60% di energia da fonti rinnovabili, siano esse installate in loco oppure importate. Stesso discorso per Cipro, che ha dalla sua la vicinanza alle coste dell’Egitto. In entrambi i casi, il governo del Cairo ha già in progetto di interconnettere i sistemi elettrici nazionali tramite la posa di cavi sottomarini nel Mediterraneo.

Da parte sua l’Egitto ha, per la sua posizione geografica e le peculiarità del clima, un forte potenziale nella produzione di energia dal sole e dal vento. Più che normale, quindi, che voglia sfruttare queste fonti per alimentare la propria economia, sfruttando anche le possibilità offerte da oltreconfine in chiave di miglioramento dei saldi commerciali con l’estero.

Giuseppe De Santis

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