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Los Angeles, 14 nov – Da un paio di anni in America è partita la cosiddetta “guerra delle statue”, cioè una serie di petizioni per abbattere quei monumenti che in qualche modo evocherebbero il suprematismo bianco. In particolare nel mirino è finito Cristoforo Colombo e i suoi busti che un po’ ovunque sono stati abbattuti, così come i monumenti dei protagonisti della Guerra Civilie del 1861/65. Nei giorni scorsi l’ultimo episodio iconoclasta: a Los Angeles è stata rimossa la statua di Cristoforo Colombo a Grand Park. Un monumento donato 45 anni fa alla città di Los Angeles dalla comunità italiana stabilitasi nel Sud della California. Una furia iconoclasta cominciata dopo i fatti di Charlottesville, che portarono alla demolizione della statua del Generale Lee
A chiedere con forza l’abbattimento del Colombo di Los Angeles era stata la Commissione dei nativi americani della contea, che se l’è presa con il navigatore genovese e l’ha accusato di essere uno sterminatore di popolazioni native. E così, dopo anni di petizioni, la statua è stata abbattuta e alla cerimonia di rimozione erano presenti oltre 200 persone. Il fatto è avvenuto a meno di un mese dall’altro grande cambiamento in città: la celebrazione del primo Indigenous Peoples’ Day (cioè la festa delle popolazioni indigene), festività che ha sostituito il Columbus Day, che celebra la scoperta delle Americhe da parte dell’esploratore genovese.
Cristoforo Colombo è stato accusato di essere un simbolo della persecuzione dei nativi americani e del loro genocidio. Insomma, uno sterminatore. Portavoce dei richiedenti la demolizione del monumento è stato Mitch O’Farrell, consigliere comunale di Los Angeles e discendente di una tribù di nativi americani. Di Colombo, oltre ad affermare che non ha mai scoperto l’America perché non ha mai raggiunto le coste del nord, ha detto: “Fu personalmente responsabile di diverse atrocità, le sue azioni hanno messo in moto il più grande genocidio della storia. La sua immagine non dovrebbe essere celebrata da nessuna parte”.
Prima di Los Angeles anche il Cristoforo Colombo di New York rischiò una fine analoga. La sua rimozione venne evitata dall’intervento della commissione incaricata di valutare i monumenti controversi della città e istituita dal sindaco della Grande Mela, Bill de Blasio, la quale stabilì che la statua poteva rimanere nel cuore di Manhattan. Tuttavia la vittoria fu solo parziale perché in concomitanza si decise di “depotenziare” il valore simbolico di tale monumento.
Anna Pedri



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2 Commenti

  1. Poveri imbecilli. Comunque sono tutte zone a prevalenza democrats, dove alligna il moralismo più ottuso e ipocrita (New York, California…).

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