Roma, 17 mag — In Canada vive un attivista per l’ambiente talmente ossessionato e terrorizzato dal riscaldamento globale, da avere chiesto allo Stato di aderire al programma di eutanasia. Vuole, in sostanza, morire prima che i cambiamenti climatici uccidano lui. 

Chiede l’eutanasia perché ossessionato dal riscaldamento globale

Il suo nome è Howard Breen, ha 68 anni ed è membro del gruppo Extinction Rebellion (in soldoni dei gretini molto estremisti). Breen, fa sapere Vice, ha trascorso quasi tutta la sua esistenza cercando di mettere in guardia le persone sulla crisi climatica. È stato arrestato svariate volte per aver messo in atto azioni eclatanti al fine di sensibilizzare sulla questione ambientale ed è quasi morto in seguito a uno sciopero della fame piuttosto estremo. Poi, nel 2017, il medico gli ha diagnosticato un’«ansia ambientale clinica» e una «depressione correlata allo stato della biosfera». sindromi che, a quanto pare, stanno diventando sempre più comuni tra gli eco-preoccupati, che sperimentano depressione, malessere ansioso e attacchi di panico. Da qui la richiesta di volersi sottoporre a eutanasia.

Ansia climatica

«E’ debilitante», ha spiegato Breen, che vive nell’isola di Vancouver. «La depressione che provo per lo stato delle cose, e il non poter incidere sul futuro dei miei figli in particolare, è motivo di grande preoccupazione per me». Insomma, se i potenti della Terra non faranno qualcosa per ridurre le emissioni di CO2 e per disinvestire immediatamente dai combustibili fossili, Breen preferisce non assistere all’Apocalisse climatica. Ecco perché ha detto di aver fatto domanda per il Maid, un programma che consente ai cittadini di togliersi la vita, sotto la supervisione di un medico. La legge è stata adottata per la prima volta nel 2016 per i canadesi affetti da condizioni mediche gravi o incurabili, ma alla fine è stata modificata per includere tutti coloro che sono destinati ad avere una qualità della vita troppo bassa. E il prossimo marzo, il programma sarà ulteriormente ampliato per includere le persone che vivono con malattie mentali. 

Il primo tentativo

Breen ha presentato per la prima volta la domanda nel febbraio 2021: richiesta rispedita al mittente, che non è stato giudicato idoneo. Ma lui non demorde, rivendicando il diritto ad avere una morte dignitosa in vista dell’imminente catastrofe climatica da lui preconizzata.  Spiega a Vice di avere anche il supporto del medico di base, della moglie e dei suoi tre figli. La malattia mentale, a quanto pare, è una questione di famiglia. 

Più di recente, il 68enne aveva iniziato uno sciopero della fame nel tentativo di attirare l’attenzione del ministro delle foreste della Columbia Britannica sul tema del disboscamento. Breen ha ottenuto una telefonata dal ministro, ma le sue richieste non sono state soddisfatte. In compenso, dopo 31 giorni aveva perso quasi 20 chili subendo un consistente declino cognitivo, come attestato dal medico. Declino ampiamente dimostrato dai suoi desideri di morte. 

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Cristina Gauri

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