Roma, 28 nov – Dopo il caso Weinstein, centinaia di scandali sessuali veri o presunti stanno scoppiando in tutto il mondo, peraltro con una pericolosa mescolanza di fatti gravi e meno gravi, episodi acclarati e vaghi ricordi. Certo è che la campagna si sta spesso rivelando un boomerang per molti ambienti politicamente corretti. È il caso della sinistra giovanile francese. Libération ha di recente fatto un’inchiesta sui casi di molestie fra i ranghi del Mouvement des jeunes socialistes (MJS). Ora uno scandalo analogo sta investendo l’Union nationale des étudiants de France (UNEF), il sindacato studentesco più importante di Francia. Si tratta di due organizzazioni collocate a sinistra e di fatto contigue fra loro.

Le Monde ha appena pubblicato una lettera aperta sottoscritta da 80 donne, semplici militanti o dirigenti dell’UNEF, che denunciano il “sistema di predazione sessuale” vigente nel sindacato. “Molte di noi sono state vittime di violenze nel seno stesso della nostra organizzazione. Per molto tempo, ci siamo sentite sole e ostracizzate per il numero e la gravità dei fatti”, scrivono le donne. Le militanti denunciano anche una “mentalità virilista che schiaccia i valori progressisti che difendiamo, in particolar modo attraverso un’espressione esacerbata del dominio fisico e sessuale”. Inoltre, “in occasione di alcuni incontri nazionali, qualche uomo si è servito di falle nell’organizzazione per sviluppare strategie particolarmente gravi: approcciare le ragazze, spesso molto giovani, farle bere, addirittura drogare, per ottenere il loro consenso”. Delle ragazze rimaste incinta in questi incontri sarebbero state costrette ad abortire.

Per quanto riguarda i “giovani socialisti”, invece, Libération ha puntato il dito contro un ex dirigente, Thierry Marchal-Beck. L’uomo è accusato da otto donne di molestie e aggressioni sessuali tra il 2010 e il 2014, anche se nessuna denuncia sarebbe stata depositata. Marchal-Beck è accusato di aver perseguitato delle ragazze con cui aveva avuto una relazione, ma alla cui fine l’uomo non si rassegnava. Ma anche militanti con cui il dirigente non aveva mai avuto rapporti lo accusano di comportamenti inappropriati e molestie: seni toccati, mani sotto la gonna, donne forzate a esercitare una fellatio. Tutte accuse da dimostrare, ovviamente. Inoltre il “sistema di predazione sessuale” vigente nell’Unef sembra decisamente drammatizzato a posteriori. Resta comunque divertente la rete di molteplici contraddizioni e ipocrisie in cui restano impigliati i giovani rampolli del pensiero unico progressista.

Giorgio Nigra

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