Roma, 7 feb –  Due stranieri hanno spinto tre ragazzi tedeschi, durante un litigio, sulle rotaie della stazione di Norimberga, verso la fine dello scorso gennaio. Due di essi sono morti, schiacciati dal treno che stava sopraggiungendo. Ma per svariati giorni, per i media teutonici si è trattato di un incidente, una “tragedia”, e gli assassini erano genericamente definiti “tedeschi”: i tre ragazzi, età media 16 anni, erano “caduti” sui binari. Una palese, ennesima operazione di “copertura” della provenienza degli assassini, nella migliore tradizione della stampa allineata con le politiche pro-immigrazione tedesche.

Il silenzio dei media  

Il Süddeutsche Zeitung ha classificato il fatto come “un litigio tra adolescenti finito tragicamente”. I tre sedicenni sono “caduti” e sono stati “uccisi dal convoglio in corsa”.
Il Bayerischer Rundfunk era della medesima opinione e ha scritto: “Venerdì notte, alcuni giovani sono stati coinvolti in una lite alla stazione dei treni di Norimberga. All’improvviso tre sedicenni sono caduti sui binari durante il battibecco”. Ancora la medesima parola, “caduti”. La mattina seguente l’edizione online del Bayerischer descrive il doppio omicidio come una “disgrazia”. Il Franken Fernsehen, invece, titolato l’episodio come “disastro ferroviario” e le vittime sono state uccise “dal treno”.

La verità

Ci ha dovuto pensare la Bild, lunedì mattina, per mettere a nudo la verità: gli assassini che hanno spinto i 3 teenagers verso la loro morte, erano rispettivamente di nazionalità turca e greca, due immigrati insomma. E non si tratta certo di una “disgrazia” o di una “caduta” accidentale: la Bild ricostruisce i fatti di quella tragica serata stabilendo che i tre ragazzi vittime dell’aggressione avevano avuto una discussione con i due stranieri alla stazione di Norimberga, dopo una serata passata in discoteca. Secondo le dichiarazioni rilasciate dalle forze dell’ordine, il litigio aveva avuto origine da una futile motivazione, che aveva portato i due immigrati ad avere una reazione spropositata nei confronti delle vittime. Le telecamere di sorveglianza mostrano infatti che gli assassini hanno volontariamente spinto i ragazzi sui binari: nessun “incidente” è capitato ai tre, nessuna “tragedia”, ma un vero e proprio duplice omicidio. Dei tre, due sono morti all’istante.
Cristina Gauri

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