Roma, 7 feb – Nell’indagine relativa alle presunte sentenze pilotate presso palazzo Spada, il Gip di Roma Daniela Caramico D’Auria ha emesso quattro ordinanze di custodia cautelare: i reati contestati sono corruzione in atti giudiziari commessi in seno al Consiglio di Stato e al Consiglio di Giustizia amministrativa della Regione Sicilia. Sono scattati i domiciliari per l’ex presidente del Cga siciliano Raffaele de Lipsis, il giudice del Consiglio di Stato Nicola Russo, l’immobiliarista Stefano Ricucci e il deputato siciliano di Popolari e Autonomisti Giuseppe Gennuso di Siracusa.

Un’inchiesta in pieno sviluppo

Custodia cautelare anche per l’ex presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa siciliano Raffaele Maria De Lipsis. L’accusa è di corruzione. De Lipsis avrebbe incassato una bustarella per pilotare una sentenza che aveva come controparte clienti dell’avvocato Piero Amara nell’ambito dei verdetti manovrati in tema di giustizia amministrativa. I pm di Roma e la Guardia di Finanza avevano da tempo messo il nome di De Lipsis nel mirino. L’indagine è quella nata proprio dopo l’arresto dell’avvocato Piero Amara, finito in manette un anno fa, accusato di associazione a delinquere per la commissione di reati quali il falso e la corruzione in atti giudiziari. De Lipsis è il terzo giudice el Cda siciliano a finire in manette, in un’inchiesta ancora in pieno sviluppo. Le bustarelle sarebbero servite a pilotare le decisioni del Consiglio di Stato su appalti e gare pubbliche. Le perquisizioni della GdF guidata dal colonnello Gerardo Mastrodomenico nelle case e negli uffici degli indagati sono ancora in corso.

Cristina Gauri

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