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siriano1Roma, 10 ott – Che l’ennesimo “profugo” sia stato pizzicato nell’atto di preparare un attentato – stavolta, se non altro, prima di entrare in azione – sembra a certi giornali meno rilevante del fatto che altri connazionali lo abbiano consegnato alla polizia. Sono fatti così, cadono sempre in piedi gli immigrazionisti. I fatti di Chemnitz, tuttavia, parlano chiaro: nella cittadina della Sassonia si è svolta in questi giorni una caccia all’uomo nei confronti di un presunto terrorista sottrattosi alla cattura da parte delle forze dell’ordine.

Un quartiere della città tedesca è stato posto sabato in lockdown per una “grave minaccia” e i poliziotti hanno fatto evacuare una strada. Successivamente un edificio nel complesso Fritz-Heckert è stato evacuato e un appartamento assaltato dalle forze di intervento ma del ricercato non c’era più alcuna traccia. Nell’appartamento di Chemnitz, dove le forze speciali avevano fatto irruzione sabato mattina pochi minuti dopo la fuga del giovane, sono stati ritrovati circa 500 grammi di Tatp (più di un chilo secondo altre fonti), l’esplosivo utilizzato dai jihadisti dell’Isis per creare ordigni artigianali, la stessa sostanza utilizzata per gli attentati di Parigi e Bruxelles. Secondo la Sueddeutsche Zeitung nell’appartamento vi erano anche altri agenti chimici e utensili utili alla fabbricazione di bombe. L’allarme era scattato dopo che la polizia aveva ricevuto segnalazioni su una “situazione di rischio” nella cittadina. Per diverse ore i media hanno taciuto l’identità del ricercato, avanzando persino il consueto spettro del terrorismo di estrema destra. L’uomo era invece Jaber Albakr, è nato nel 1994 a Saasaa, una città a Sud-Ovest di Damasco. La polizia ha diffuso poi una sua foto. Sembra che stesse progettando un attentato contro un aeroporto tedesco. L’agenzia Dpa, citando “fonti di sicurezza”, ha parlato di un “nesso con l’Isis”.

Ancor più timidamente è emersa un’ulteriore verità: l’uomo è entrato come richiedente asilo in Germania. Chi l’avrebbe mai detto, vero? Secondo lo Spiegel il siriano ricercato era arrivato come profugo in Germania nel febbraio 2015. Dopo l’ingresso illegale era stato registrato a Rosenheim. Due mesi dopo aveva presentato domanda di asilo, poi accettata in giugno. Alla fine, l’immigrato terrorista è stato preso stamattia alle 6, a Lipsia. A consegnarlo alla polizia sono stati due connazionali cui il presunto terrorista dell’Isis aveva chiesto aiuto. Chiosa Repubblica: “Un dettaglio non irrilevante, ora che è emerso che ad Albaqr era arrivato in Germania nell’ ‘anno dei profughi’ 2015 e che da mesi gli stato riconosciuto lo status di rifugiato. Prevedibilmente, il presunto terrorista islamico diventerà carne da cannone dell’Afd e della destra del partito di Merkel; ma il fatto che sia stato consegnato alla polizia da due connazionali è un elemento importante”. Ogni commento è superfluo.

Giorgio Nigra

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1 commento

  1. …..ma avete vista la “foto” dell’arresto,a parere dello scrivente un fake micidiale ? sembra quasi stata fatta scattare apposta dalla Polizei ai due Profughi-Ispettori Derrik per avvalorare la tesi della bontà del progetto immigrazionale e per rendere meno grave il fatto nella sua oggettività,come da Voi ben descritto.

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