Roma, 29 ott – Tutto si può dire tranne che in Bulgaria vi sia una maggioranza bulgara di vaccinati. Soltanto il 25% della popolazione adulta ha infatti ricevuto il vaccino anti Covid. Eppure il governo ad interim di Sofia ha avuto la bella idea di introdurre il green pass obbligatorio, per accedere a ristoranti, palestre, bar, discoteche e altri locali al chiuso. Un decreto approvato la scorsa settimana e che sta generando forti proteste in tutto il Paese. In particolare nella capitale e nelle altre principali città dove da ieri migliaia di manifestanti contestano duramente la decisione dell’esecutivo bulgaro.



Green pass in Bulgaria, ma il 65% della popolazione non è vaccinato

I motivi della ribellione sono piuttosto chiari: chi è sceso in piazza considera il certificato verde del tutto discriminatorio e giudica inadeguate le misure adottate dal governo per contrastare il virus. D’altronde basterebbe riflettere un attimo sulla bassissima percentuale di vaccinati per comprendere come il lasciapassare metta in seria difficoltà la gran parte dei cittadini della Bulgaria.
Sul piede di guerra, tra gli altri, vi sono le associazioni che rappresentano i ristoratori. Da quando è stato introdotto il green pass i locali hanno difatti registrato un calo di oltre l’80% del fatturato.

Lockdown all’austriaca

Non era difficile prevederlo, sempre considerato che appena il 25% della popolazione adulta risulta vaccinato. Come se non bastasse le autorità bulgare non escludono neppure di attuare un lockdown per contenere la diffusione del Covid, seguendo le orme austriache: prima chiusure parziali soltanto per i non vaccinati, estendibili poi a tutti i cittadini se la prima soluzione draconiana non dovesse dare buoni riscontri. Si arriverebbe all’introduzione di questa restrizione nel caso in cui in Bulgaria venisse raggiunta la cifra di più di mille contagi ogni 100mila abitanti, unita al superamento di 9mila posti letto occupati negli ospedali. Numeri tutt’altro che improbabili vista la grave situazione epidemiologica nazionale e il progressivo aumento di infettati.

Eugenio Palazzini

 

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