Berlino, 20 giu – “Lavoreremo affinché chi si è registrato nel primo Paese della zona Schengen possa essere ripreso il più presto possibile nel Paese in cui si è registrato“. Parola del presidente francese Emmanuel Macron. “Vogliamo evitare che l’Europa si divida“, aggiunge la cancelliera tedesca Angela Merkel. La trappola per l’Italia è servita. Il bilaterale ribadisce l’asse franco-tedesco, a discapito del governo italiano. Ancora Macron: “Dobbiamo tenere in considerazione le posizioni italiane. Come già detto con il premier Conte, lavoreremo insieme e coopereremo per la gestione dei migranti ma non risponderemo mai in modo positivo a strategie chiaramente non cooperative. Il problema inizia quando la Guardia costiera (italiana, ndr) carica migranti su una nave”.
Insomma, il presidente francese e la Merkel invocano “solidarietà” e “cooperazione” per il bene di tutti i Paesi membri, “in un momento cruciale per la storia della Ue”. Un tentativo per richiamare l’Ue all’unità, visto che sul fronte immigrazione Italia, Austria, Ungheria e altri Paesi Ue hanno intenzione di sbrigarsela da soli.
Merkel e Macron, dal canto loro, si impegnano a “migliorare la protezione delle frontiere europee”, rafforzando Frontex (l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera), per poter dare “una risposta comune” basata su “più sovranità e unità”. Si impegnano a una revisione del regolamento di Dublino, “a prevenire i movimenti” attraverso una “maggiore collaborazione con la Libia”, a contrastare l’immigrazione secondaria, ossia gli immigrati che prima chiedono asilo in Italia e poi si spostano verso il Nord Europa, e ad armonizzare le norme sul diritto d’asilo. Tutto questo in vista del vertice europeo del 28 e 29 giugno, dove l’asse franco-tedesco si dovrà confrontare con linee più intransigenti, a partire da quella in casa della Merkel. Il ministro dell’Interno Seehofer infatti “al più tardi a partire dal primo luglio” vuole dare il via ai respingimenti alle frontiere “di tutti i profughi che hanno già avanzato domanda di asilo politico in un altro Paese dell’Unione europea”. Ecco allora che la Francia aiuta la Germania e in cambio ottiene l’appoggio sulla proposta del bilancio comune dell’eurozona e sull’intesa sulla trasformazione del meccanismo europeo di stabilità (Esm) in un vero e proprio Fondo monetario europeo, capace di intervenire in situazioni di crisi del debito sovrano. La contropartita è fronte comune sull’immigrazione.
Se dovesse passare questa linea, a rimetterci – come sempre – sarà l’Italia, il Paese più a Sud della Ue, dove verrebbe rispedita la stragrande maggioranza degli immigrati. A quel punto il braccio di ferro del governo giallo-verde sarebbe vano. Ubi maior minor cessat. Se decide l’Ue, l’Italia deve “abbozzare”, insomma.
Adolfo Spezzaferro

6 Commenti

  1. In poche parole ce la prendiamo per l’ennesima volta nel basso ventre……… Vergogna. Non contiamo veramente un cazzo,fuori subito dalla feccia europea altrimenti il finocchietto francese e la sederona teutonica ci porteranno alla povertà e i nostri nipoti torneranno a pascolare le greggi e a cibarsi di radici e tuberi vari.

  2. il sogno europeo si è sempre retto su tre gambe,fondamentalmente:
    italia,francia e germania.
    ma questo sogno ha un senso solo se c’è una reale condivisione di vantaggi,diritti e doveri:
    se i diritti e i vantaggi sono per gli altri e i doveri solo nostri,meglio chiamarsi fuori e
    arrangiarsi…
    e lasciare andare il sogno in malora.
    le ultime elezioni sono state un segnale chiarissimo,del fatto che il vento è cambiato e gli italiani NON hanno più pazienza.
    speriamo che francia e germania riescano a capirlo,
    perchè con cose come questa ci stanno solo portando all’esasperazione.
    e quando si sveglia la rabbia,è difficile tornare indietro….

Commenta