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New Delhi, 5 ago – Lunedì il governo indiano ha dichiarato di voler revocare una disposizione costituzionale che per decenni aveva dato un grado unico di autonomia al Kashmir, la regione montuosa al confine tra India e Pakistan a lungo contesa tra i due Paesi.

Scuole chiuse, internet interrotto

In seguito all’annuncio, che molti analisti avevano previsto, potrebbero scatenarsi rivolte e disordini. L’India ha già inondato il Kashmir di migliaia di truppe militari. Le autorità indiane hanno anche evacuato i turisti, chiuso le scuole e interrotto il servizio Internet.

Il partito indiano Bharatiya Janata

Per molti anni, il Kashmir è stato governato in modo diverso rispetto ad altre parti dell’India e la decisione del governo di revocare parti dell’articolo 370 della Costituzione è ampiamente vista come un colpo allo status speciale del Kashmir. Il partito indiano Bharatiya Janata, noto come il B.J.P., ha profonde radici in un’ideologia nazionalista indù e una delle sue promesse elettorali durante le elezioni di quest’anno era quella di togliere lo status speciale al Kashmir, che è prevalentemente musulmano.

Un processo delicato

Il governo indiano ha anche affermato che sosterrà un disegno di legge parlamentare per dividere gli stati di Jammu e Kashmir (che include la valle del Kashmir,) in due territori federali. Amit Shah, il ministro degli Interni, ha affermato che il governo ha l’autorità legale per cambiare lo status del Kashmir. Ma secondo alcuni esperti di politica indiana, non era così chiaro il processo e il problema sarebbe probabilmente finito davanti alla Corte suprema dell’India.

Panico nelle strade

Un senso di panico, intanto, si è diffuso in tutto il Kashmir: milioni di residenti si sono svegliati lunedì in strade deserte. Chi ha dei parenti in Kashmir e ha potuto raggiungergli telefonicamente dice che molte persone hanno paura di uscire e stanno aspettando nelle loro case notizie su ciò che sarebbe successo.

Molti nel Kashmir avevano temuto che il governo indiano, guidato dal Primo Ministro Narendra Modi, avrebbe rimosso lo status speciale della loro regione o trasformato il Kashmir in un territorio governato dalla federazione. Gruppi separatisti, tra cui alcuni che sono armati e mantengono legami con il vicino Pakistan, da anni chiedono l’indipendenza dall’India. Gli analisti affermano che qualsiasi passo che riduca l’autonomia del Kashmir potrebbe  provocare uno scoppio di gravi violenze.

Ilaria Paoletti

1 commento

  1. entrambi hanno bombe nucleari…governi primitivi armati, non con clave, ma con missili a testata nucleare..se alle scimmie scappa la zampa, al posto del Kashmir, India e Pakistan, rimane solo una voragine…