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L’Iran e i Paesi del ‘5+1’ (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania) hanno raggiunto un accordo sul programma nucleare di Teheran

Vienna, 14 lug – La conferma ufficiale è attesa per mezzogiorno presso il Vienna International Center e si preannuncia come un accordo storico: l‘Iran e le sei potenze mondiali hanno raggiunto un’intesa che rallenterà il programma di sviluppo nucleare avviato da Teheran a fronte di un alleggerimento delle sanzioni economiche.  L’intesa dovrebbe permettere di porre fine una situazione di stallo di 12 anni sulle attività nucleari dell’Iran che ha portato nel recente passato a minacce di azioni militari degli Stati Uniti, così come di Israele.
Secondo quanto trapelato i rappresentanti dell’Onu potranno visitare i siti nucleari iraniani, compresi quelli militari, in modo che non possano essere modificati per produrre armi. Energia nucleare per scopi civili, solo per questa ragione Teheran potrà proseguire nel programma di arricchimento dell’uranio. Secondo quanto anticipato dalle principali agenzie stampa internazionali gli ispettori dell’Aiea, l’agenzia atomica dell’Onu, potranno chiedere di visitare anche i siti militari iraniani per accertare il rispetto degli impegni da parte dell’Iran. I negoziati si sono susseguiti in questi giorni a Vienna e hanno coinvolto i rappresentanti di sei potenze mondiali (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania).
L’intesa avrà anche dei risvolti sul fronte dell’offerta di petrolio iraniano, tra i maggiori produttori mondiali di oro nero. A causa delle sanzioni negli ultimi anni, la produzione di petrolio da parte dell’Iran si era più che dimezzata con le scorte di greggio del Paese salite a livelli record.
L’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri, Federica Mogherini e il ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, terranno una dichiarazione congiunta sui punti salienti dell’accordo. E’ un’intesa, questa sul nucleare iraniano, da 500 pagine che contiene cinque programmi relativi a ciascuna delle questioni chiave, e sarà pubblicato poco dopo l’annuncio di Zarif e Mogherini.
La richiesta dell’Iran per una revoca completa dell’embargo sulle armi – che consentirebbe al Paese di acquistare, vendere e fornire armi senza alcuna restrizione – è stato uno dei punti più controversi che ha ritardato l’annuncio di un accordo. Russia e Cina, considerati i maggiori fornitori di armi dell’Iran, hanno fortemente sostenuto questa richiesta. Diversa è stata l’opinione degli Stati Uniti preoccupati che una revoca completa dell’embargo sulle armi possa consentire all’Iran di armare Assad in Siria e Hezbollah in Libano.
Diversa l’interpretazione data da Israele a questo accordo che per parola del viceministro degli Esteri, Tzipi Hotovely, rappresenta “un’intesa di resa storica da parte dell’Occidente verso l’asse del male. Lo Stato di Israele agirà con tutti i mezzi per tentare di impedire la ratifica di quest’accordo tra l’Iran e i paesi del 5 + 1″.
Chissà quando invece gli ispettori dell’Aiea potranno avere libero accesso ai siti nucleari israeliani giacchè le autorizzazioni sono sempre state negate in barba a tutte le risoluzioni e ammonimenti internazionali.
Giuseppe Maneggio



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