RED FLAG 04-3Damasco, 12 nov – Un attacco aereo israeliano ha colpito ieri i dintorni dell’aeroporto di Damasco. Secondo il Jerusalem Post le bombe avrebbero centrato un convoglio di armi destinato ai combattenti di Hezbollah. Altre fonti lasciano dubbi sui reali obiettivi colpiti. Si tratterebbe in ogni caso del primo raid aereo non smentito da parte di Israele in seguito all’intervento militare russo in Siria, per quanto più volte nell’ultimo anno molti media hanno riferito di attacchi israeliani in territorio siriano, sempre puntualmente negati da Netanyahu anche quando confermati dagli stessi media di Tel Aviv, come nel caso dell’attacco al villaggio druso di Hader nel sud-ovest della Siria. Tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre altri attacchi aerei si sarebbero inoltre verificati in territorio siriano, al confine con il Libano, sempre compiuti dell’aviazione israeliana.

E’ una notizia che non stupisce, considerate le dichiarazioni del premier Netanyahu nel recente incontro con Obama: “tolleranza zero per i colpi d’artiglieria che provengono dalla Siria, per il traffico di armi e la distribuzione di armi chimiche ai terroristi”. Peccato che non si capisce chi siano per Israele i terroristi, dove sarebbero queste armi chimiche e cosa si intenda per traffico di armi. Sta di fatto che per il diritto internazionale l’attacco di ieri da parte dell’aviazione israeliana è una palese violazione dello spazio aereo siriano e un illegittimo bombardamento in territorio estero. E lascia in sospeso una domanda, questa si legittima, come mai Tel Aviv colpisce chi combatte sul campo lo Stato Islamico?


Eugenio Palazzini

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1 commento

  1. Scacchi , davvero un gioco bello ed istruttivo ma quando questo si mischia con il risico e si fa sul serio con le armi diventa una partita difficile e pericolosa
    Corsi e ricorsi storici , siamo messi male

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