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Tel Aviv, 10 apr – Benjamin Netanyahu è a un passo dal quinto mandato, un record per Israele. Con oltre il 97% dei voti scrutinati, il partito del premier, il Likud, dovrebbe aver conquistato 35 dei 120 seggi della Knesset, al pari di Blu e Bianco, la formazione dell’ex capo dell’esercito Benny Gantz. Tuttavia, la coalizione di centrodestra guidata dal Likud dovrebbe assicurarsi 65 seggi, contro i 55 del blocco di centrosinistra. Nella notte, Netanyahu ha parlato di “vittoria enorme” e di un “traguardo inimmaginabile”. Nel corso dell’anno, infatti, “Bibi” supererà Ben Gurion, che detiene il primato di primo ministro più longevo del Paese. Il nuovo Parlamento si insedierà il 23 aprile.

Testa a testa negli exit poll

I primi exit poll avevano consegnato un testa a testa tra Netanyahu e Benny Gantz, che si è presentato al voto alla testa dell’Alleanza con i colori della bandiera d’Israele. Con lui si sono candidati altri due ex capi di Stato maggiore: Moshe Yaalon e Gabi Ashkenazi. E del nuovo partito fa parte anche la formazione laica Yesh Atid dell’ex ministro delle Finanze Yair Lapid. Blu e Bianco inoltre ha candidato la prima donna diventata generale, Orna Barbival.

L’aiuto di Trump

Sul risultato del voto ovviamente pesa anche l’appoggio del presidente Usa Donald Trump a Netanyahu. Il presidente (chissà come mai…) ha in Israele il più alto indice di gradimento al mondo, al 70 per cento. La decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale dello Stato ebraico, e la sovranità israeliana sulle Alture del Golan, che sono siriane, da parte dell’amministrazione Trump, hanno dato una spinta a “Bibi”, così come la promessa di quest’ultimo di annettere parti della Cisgiordania.

Il fattore occupazione dei territori palestinesi

Netanyahu in campagna elettorale ha ricordato agli israeliani che negli ultimi due anni ha costruito 18 mila alloggi per i coloni ebrei e che adesso sta per iniziare una fase ulteriore in cui la sovranità israeliana sarà gradualmente estesa a tutti, senza eccezioni, gli insediamenti coloniali nella Cisgiordania occupata.  “Da sei mesi ne vado parlando con gli americani”, ha poi rivelato ai microfoni della radio militare. “L’importante è procedere con l’assenso degli Usa”, ha detto “Bibi”, forte dell’endorsement di Trump. Questo è lo schema, infatti. Israele si annetterà quasi tutta la Cisgiordania e Trump ne riconoscerà la sovranità a nome degli Usa.

Adolfo Spezzaferro

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