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Damasco, 4 gennaio – Nelle stesse ore in cui all’aeroporto di Baghdad, con un raid aereo, gli Stati Uniti hanno sferrato un duro attacco al cuore della politica sciita uccidendo il generale Quassem Soleimani, comandante militare-politico-spirituale dei Pasdaran iraniani che in Siria combattono al fianco dell’esercito del Presidente Assad contro i terroristi di Al-Nusra e Al Qaeda, i militanti italiani del Fronte Europeo Per La Siria si sono recati al Monumento dedicato al Milite Ignoto per omaggiare i soldati caduti per difendere la patria.

Accompagnata dai militari e dai funzionari del ministero della Difesa di Damasco, la delegazione italiana ha sfilato ordinatamente al sacrario militare deponendo una corona di alloro avvolta nella bandiera tricolore, ai piedi del monumento in cui arde il fuoco perenne dei martiri. Con questo gesto molto apprezzato dai militari, il drappello italiano ha voluto esprimere profondo rispetto e riconoscenza per tutti quei giovani siriani, in larga parte volontari, periti nell’estremo tentativo di difendere le proprie città dall’invasione di terroristi giunti fin qui da tutto il mondo.

Strategia di destabilizzazione

Al termine di una visita esclusiva all’interno dell’area monumentale che, tra immagini e cimeli, racconta le principali battaglie di Siria, da Haat-Tin allo Yan Kipour, i volontari italiani si sono trattenuti con i soldati di Bashar al Assad apprendendo realtà sul conflitto che i media occidentali tendono continuamente a distorcere. Proprio adesso che la guerra sembrava esser giunta alle sue ultime fasi e la popolazione torna a ricostruire sulle rovine delle città, con un attacco chirurgico al cuore del sovranismo siro-iracheno l’imperialismo a stelle e strisce riaccende il fuoco dei conflitti in Medioriente.

Conflitti che sembrano non finire mai anche a causa del continuo lancio di missili da parte di Israele, l’ultimo dei quali è andato a segno solo pochi giorni fa sulla centrale energetica di Homs, nella Siria centrale. La strategia americana è sempre la stessa: attaccare a suon di bombardamenti quelle componenti delle comunità politico-religiose di Siria, Iran, Iraq e Libano impegnate nel tentativo di stabilizzare il Medio Oriente.

Andrea Bonazza

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