Bruxelles, 3 ott – L’arroganza della Rackete non ha limiti, perché è l’arroganza di chi si crede, moralmente, un palmo superiore agli altri. E di chi sa di avere le spalle coperte. Molto ben coperte. E di arroganza ha dato l’ennesima prova anche stamattina a Bruxelles, ricevendo il plauso incondizionato degli eurodeputati.

La Rackete ha parlato – o per meglio dire pontificato puntando il dito contro quell’Italia di cui ha infranto le leggi – davanti alla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (Libe) del Parlamento europeo. Ci è andata camminando su un tappeto rosso, Carola, l’ennesimo srotolato per lei da tutte le istituzioni europee da quando, a fine giugno, ha forzato il blocco e speronato una motovedetta della Guardia di finanza per portare il suo carico di immigrati sul nostro suolo. “Abbiamo vissuto delle situazioni alienanti – si è lamentata – abbiamo dovuto legare i corpi affinché non affondassero intorno a noi. Ho visto persone lasciate sole in mare o riportate nella Libia da cui erano appena fuggite. Ma nessuna esperienza è stata pesante come Sea Watch 3 con a bordo i migranti per giorni che nessuno voleva“. Per Carola la vicenda è stata  “una vergogna” perpetrata dall’Europa, “culla dei diritti umani”. La parte della vittima le viene particolarmente bene: “Tutta una serie di istituzioni ha innalzato un muro”, lagnandosi del trattamento mediatico subito, affermando di essersi “ritrovata da sola”, a combattere il dl sicurezza, “una legge che non rispetta il diritto internazionale e del mare”. 

Dito puntato anche contro gli stati membri, non “disposti ad affrontare i tempi moderni” ridistribuendo una nave con 53 clandestini a bordo. “Come se a bordo ci fosse la peste invece che persone esauste“. La peste no, ma tre torturatori e stupratori c’erano, eccome, e sono stati arrestati pochi giorni fa. Ma su questo, nessun commento. “Dove eravate quando abbiamo chiesto aiuto attraverso tutti i canali diplomatici e ufficiali?”. Nessuno risponde, tutti applaudono. “Questo applauso finale molto lungo è simbolo del nostro apprezzamento degli sforzi che lei ha svolto – ha affermato il presidente della commissione, Juan Fernando Lopez Aguilar – si è impegnata personalmente in modo incredibile e per questo la ringraziamo”.

Salvini: “Pena e vergogna”

“Non mi sognerei mai di applaudire una comandante che, dopo aver aspettato deliberatamente 15 giorni al largo di Lampedusa, per scaricare a tutti i costi degli immigrati in Italia, ha addirittura speronato una motovedetta della Guardia di Finanza, mettendo a rischio la vita delle donne e degli uomini in divisa”, ha commentato Salvini, aggiungendo di provare “pena, imbarazzo e vergogna” per i deputati che l’hanno applaudita.

Cristina Gauri

3 Commenti

  1. È verissimo! Ma… Chi glielo impedisce?… Al governo ci sono LORO!!! In Italia comanda BARABBA! E coloro che dissentono rischiano grosso di ritrovarsi a dover rispondere del loro “disdicevole” comportamento ai NEMICI della PATRIA!…..

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