lepenpadreParigi, 21 nov. – Jean Marie Le Pen, fondatore e presidente onorario del Front National, ha espresso la sua “soluzione”, molto poco politicamente corretta, per contrastare il terrorismo islamico: introdurre la pena di morte per decapitazione, copiando di fatto quello che l’Isis fa con i propri nemici. La proposta del padre nobile dei nazionalisti francesi, sempre più ai margini del partito e in rotta di collisione con la figlia Marine, non si limita solo alla decapitazione.

“Dobbiamo riaffermare i principi della legittima difesa e della preferenza nazionale, abolire la doppia nazionalità e obbligare chi già ce l’ha a fare una scelta, sopprimere lo Ius Soli“, ha spiegato Le Pen, che alle misure sulla nazionalità aggiunge quelle sulla sicurezza nazionale e sulla natalità: “dobbiamo ripristinare le frontiere e i controlli, espellere i clandestini e negare loro i servizi sociali, adottare una politica a favore dell’incremento delle nascite, una leva obbligatoria di almeno 6 mesi e ampliare di 100mila posti la capienza delle carceri”.

Un vero e proprio fiume in piena Jean Marie Le Pen, che non esita a parlare di una “guerra interna in Francia collegata all’immigrazione massiva, che ha generato un prevedibile tsunami”. Polemiche che si estendono anche alla “progressiva perdità di sovranità dello Stato”, incapace di “perseguire i colpevoli e difendere la gente onesta”. Un Le Pen che a dispetto degli ormai 87 anni sembra più combattivo che mai, nonostante viva ormai ai margini del partito da lui stesso fondato. Una marginalizzaiozne sulla quale ha le idee piuttosto chiare: “Sono stato sacrificato sull’altare del pensiero unico dai sicari della mafia eterofobica”.

 

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