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Bruxelles, 25 set – L’Europa si mette contro Donald Trump e prova a salvare l’accordo sul nucleare iraniano. O meglio, insieme a Cina, Russia e Regno Unito sta mettendo a punto un nuovo sistema di pagamenti che possa aggirare le sanzioni imposte a Teheran degli Stati Uniti. L’obiettivo è quello di tutelare le esportazioni di petrolio, creando nuovi canali di pagamento all’Iran che esulino dal dollaro.
A dare notizia di questa mossa è stata l‘Alto Commissario per gli affari Esteri dell’Ue, Federica Mogherini, che ha letto una dichiarazione congiunta dei 5+1 al termine di una riunione a margine dell’Assemblea Generale Onu. Insieme a Cina e Russia l’Europa prende così una netta posizione contro gli Usa. Una scelta che è destinata a far salire la tensione con Washington, che intende bloccare completamente l’esportazione di petrolio dall’Iran portandolo a zero con l’avvento della nuova tranche di sanzioni che entrerà a pieno regime il 4 novembre.
Proprio oggi, inoltre, il presidente americano Donald Trump terrà un discorso all’ONU il cui obbiettivo è mobilitare gli Stati membri contro Teheran. E Trump parlerà di Iran anche con il presidente francese Emmauel Macron, essendo la Francia uno dei Paesi che è parso più sensibile ad accogliere le volontà di Trump: il colosso petrolifero francese Totale e la Daimler, infatti, hanno interrotto tutte le attività con Teheran nel timore di rappresaglie americane.
E a sentire gli esperti le rappresaglie americane non si faranno attendere nemmeno dopo la decisione di creare un nuovo sistema di pagamento, che potrebbe venire incluso nello schema delle sanzioni.
Intanto il prezzo del petrolio vola e raggiunge i massimi da quattro anni, sfiorando gli 81 dollari al barile. Da Washington vorrebbero che i produttori arabi, Arabia Saudita in testa, aumentassero la produzione, per moderare le quotazioni. Ma al vertice Opec di Algeri fanno orecchie da mercante: perché aumentare la produzione quando il prezzo del brent è già in salita e permette facili guadagni?
Anna Pedri

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