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Roma, 25 set – Il decreto legge sicurezza fortemente voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, che stabilisce norme più rigide nei confronti degli immigrati e sulla sicurezza, è stato approvato dal Consiglio dei ministri di ieri scatenando le polemiche di opposizione e Vaticano. Per il ministro della Giustizia Alfonso Bonafedec’era l’esigenza di dare una maggiore efficienza al sistema, prevedendo asilo e protezione umanitaria per chi davvero la merita, anche in chiave di sicurezza, ed è venuto fuori un testo molto equilibrato“. In merito a possibili frizioni tra il Guardasigilli e il vicepremier, “non c’è stata contrapposizione tra me e il collega Salvini – assicura il titolare del ministero di Giustizia – solo normale dialettica governativa: certe modifiche – precisa – appartengono alla norma e alla prassi, non significa che uno tirava da una parte e uno dall’altra”. Nello specifico, Bonafede ha preferito evitare le espulsioni immediate e automatiche “per una questione di certezza della pena, di fronte a reati gravi abbiamo interesse a far condannare irresponsabili, e questo richiede la presenza degli imputati in Italia”.
Dal canto suo, Salvini ieri ha dichiarato di non temere neanche l’Onu. Intervistato da Nicola Porro a Quarta Repubblica, su Rete 4, ha detto: “È surreale: gli italiani sono il popolo più accogliente, più ospitale, più generoso, che fanno più volontariato e meno razzista al mondo. Io vorrei evitare che lo diventassero, rimettendo delle regole e dei limiti. Comunque, se l’Onu avrà tempo e denaro da spendere per mandare degli ispettori in Italia a cercare fascisti, razzisti, leghisti o nazisti, li vado a prendere io a Fiumicino – mi metto la camicia bianca e non nera, così non si spaventano – e poi li porto alla stazione Termini alle ore dieci di sera e gli faccio vedere con i loro occhi chi corre dei problemi e chi non corre dei problemi. E purtroppo, a correre spesso dei problemi, sono gli italiani che prendono l’autobus, prendono la metropolitana, prendono il treno”.
Il dl è meno duro del previsto, come lo stesso Salvini ha sottolineato: “Su questo decreto abbiamo dovuto limare, ascoltare, modificare. Se arriveranno delle buone idee, come ne sono già arrivate dai sindaci, questo decreto si arricchirà. Quando verrà convertito in legge dal Parlamento gli italiani saranno più sicuri. Abbiamo fato tutto secondo i crismi, avrebbe potuto farlo un francescano. Un francescano che vuole stare tranquillo nel suo convento, nella sua parrocchia. Entro ottobre taglieremo i 35 euro di spesa statale su ogni singolo migrante: da domani saremo più attenti e rigorosi nei confronti di chi scappa dalla guerra. I permessi umanitari venivano regalati a chiunque. Adesso l’Italia sarà in linea con altri Paesi europei. Se regaliamo tutto a tutti, io ai 5 milioni di italiani che vivono in povertà cosa vado a raccontare?”.
Approvato all’unanimità dal Cdm, il decreto ora deve essere controfirmato dal presidente della Repubblica. A quanto pare però il Colle – che nei giorni scorsi aveva espresso forti dubbi sul carattere di necessità e urgenza del decreto – ha apprezzato il fatto che le espulsioni di cittadini stranieri in presenza di reati vengano decise in base ad una decisione della magistratura e non solo in base ad un’azione di polizia oppure in base ad una denuncia, come previsto nelle versione iniziale elaborata al Viminale. Così come è stata apprezzata la scelta di legare la sospensione della domanda di asilo ad una condanna in primo grado – dunque comunque non definitiva – e non più ad una semplice indagine di polizia.
A bocciare il decreto Salvini, invece, è la Chiesa. Papa Francesco nel corso della sua visita in Lettonia ha nuovamente mandato un messaggio indiretto al governo: “Invito ad accogliere, in tempi nei quali sembrano ritornare mentalità che ci invitano a diffidare degli altri”. Posizione ribadita dal presidente della Conferenza episcopale italiana Gualtiero Bassetti: “Non bisogna cedere alla tentazione di strumentalizzare le paure né servirsi di promesse illusorie per miopi interessi elettorali“.
Al di là delle parole, restano i fatti. Da un lato, come spiega Salvini, il decreto consentirà di “combattere con più forza mafiosi e scafisti, ridurre i costi di un’immigrazione esagerata, espellere più velocemente delinquenti e finti profughi”. Dall’altro, come assicura il premier Giuseppe Conte, il dl, in un “quadro di assoluta garanzia per i diritti fondamentali delle persone”, tiene conto “delle convenzioni internazionali e dei principi contenuti nella nostra Costituzione, nella Carta europea dei diritti dell’uomo”, e adegua “le nostre norme agli standard dei principali Paesi europei”. Chi scrive quindi, Repubblica in testa, che l’Ue è in allarme, non sta tenendo conto del fatto che adesso le nostre norme sull’immigrazione sono in linea con Bruxelles, non prima del decreto.
Nel dettaglio, Tra le misure più importanti contenute nel dl, quelle per contrastare più efficacemente l’immigrazione illegale, garantendo l’effettività dell’esecuzione dei provvedimenti di espulsione. Quelle volte a disciplinare i casi speciali di permesso di soggiorno temporaneo per motivi umanitari e definire nuove regole in materia di revoca dello status di protezione internazionale in conseguenza dell’accertamento della commissione di gravi reati. Il dl punta a scongiurare inoltre il ricorso strumentale alla domanda di protezione internazionale e razionalizzare il ricorso al Sistema di protezione per i titolari di protezione internazionale e per i minori stranieri non accompagnati. A tal proposito, una misura fortemente voluta da Salvini è quella che prevede la revoca della cittadinanza acquisita dagli stranieri condannati in via definitiva per reati di terrorismo.
Il provvedimento introduce poi misure necessarie e urgenti per assicurare l’effettività dei provvedimenti di rimpatrio di coloro che non hanno titolo a soggiornare nel territorio nazionale, prolungando da 90 a 180 giorni la durata massima del trattenimento dello straniero nei Centri di permanenza per il rimpatrio e prevedendo la possibilità di procedere per l’esecuzione dei lavori di costruzione o ristrutturazione dei Centri per i rimpatri attraverso procedure negoziate, per lavori di importo inferiore alle soglie comunitarie in un arco temporale di tre anni.
Inoltre, sul fronte sicurezza, il dl stabilisce le modalità di ricognizione delle situazioni di occupazione e i piani provinciali per le esecuzioni dei provvedimenti di sgombero, a cui devono prendere parte i membri delle forze dell’ordine. Saranno inasprite le sanzioni contro coloro che promuovono o organizzano l’invasione di terreni o edifici e sarà incentivato l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche per coloro che commettono questo reato.
Per il 2018 è previsto lo stanziamento di 16 milioni di euro diretti alla polizia di Stato e ai vigili del fuoco, cifra che raggiungerà i 50 milioni per gli anni successivi al 2019.
Tra i provvedimenti, anche la sperimentazione dei taser da parte della polizia municipale nei comuni con più di centomila abitanti.
Si dispone infine l’estensione dell’ambito di applicazione del divieto di accesso urbano (il cosiddetto Daspo urbano), nonché alla applicazione di quello relativo alle manifestazioni sportive anche a coloro che siano indiziati per reati di terrorismo.
Adolfo Spezzaferro

1 commento

  1. Francesco ha detto “chi sono io per giudicare i gay” mettendosi contro la famiglia cattolica.Ma invece si permette di giudicare e fare il moralozzo quasi ogni giorno a chi vuole proteggere il proprio paese da una totale perdita di identità dovuta ad una immigrazione selvaggia e pilotata dalla dittatura finanziaria estera

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