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Roma, 13 gen – Mesi di immobilismo, incertezze e incapacità di ritagliarsi un ruolo specifico. L’azione italiana per le sorti del conflitto libico appare del tutto ininfluente, così il premier Giuseppe Conte, che oggi ha incontrato ad Ankara il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, si è limitato a seguire la linea già tracciata da Russia e Turchia. “Con il presidente Erdogan condividiamo la necessità di porre fine all’escalation sul terreno” e di un “cessate il fuoco duraturo” al fine di favorire il processo di pace “sotto l’egida dell’Onu”. E’ quanto dichiarato da Conte, che mostra così di apprezzare la decisione presa da chi ha contribuito a generare l’escalation militare. Sì perché la Turchia dopo aver spedito a lungo armi al governo di Tripoli, recentemente ha pure inviato i primi soldati e adesso sigla un accordo con la Russia per spartirsi le aree di influenza in Libia. Morale della favola: l’Italia si allinea e si congratula pure.

Tutti a Berlino

“Lavoriamo tutti per un obiettivo condiviso e con la medesima agenda per assicurare un risultato duraturo“, il quale potrà garantirà “unità, stabilità e sovranità alla Libia”, ha poi detto Conte. “L’Italia – ha specificato il presidente del Consiglio – non mira a ingerenze o interferenze” ma ad assicurare “autonomia e stabilità” alla Libia. Insomma, secondo il premier stanno tutti lavorando allo stesso obiettivo e non ci sono evidentemente interessi specifici di altra natura. “Il cessate il fuoco può risultare una misura molto precaria se non inserito in uno sforzo della comunità internazionale per garantire stabilità alla Libia. E per questo abbiamo condiviso la opportunità che si acceleri il processo di Berlino“, ha infine dichiarato Conte. Finalmente almeno è stata individuata la data della tanto invocata conferenza di Berlino: si terrà il 19 gennaio e secondo l’Italia dovrebbe rappresentare un punto di svolta per il conflitto libico.

Giochi fatti

“Apprezziamo gli sforzi da parte italiana per raggiungere l’obiettivo” del cessate il fuoco “permanente”, che anche noi auspichiamo “al più presto”, ha replicato Erdogan. Il presidente turco ha fatto poi notare che con Putin “abbiamo fatto una dichiarazione congiunta” e “da allora c’è un cessate il fuoco” in Libia che noi “vogliamo sia permanente”. Poi Erdogan ha ricordato che una delegazione di Ankara è a Mosca per la firma di un’intesa tra le parti, ovvero tra Russia e Turchia. Dunque, come fatto notare da lui stesso, Erdogan incassa l’appoggio dell’Italia in questo processo, ma fa intendere senza troppi giri di parole che in ogni caso i giochi non si decidono a Berlino.

Eugenio Palazzini

1 commento

  1. Conte si complimenta con chi ci vuole rubare la gestione dei pozzi in Libia, ha invaso la Siria con terroristi da lui supportati, insieme ad Al Sarrai si è prenotato una striscia di mediterraneo centrale ed è sostenitore dei fratelli musulmani, gruppo islamista considerato terrorista da molti stati.La cosa ridicola è che Conte fà iniziative diplomatiche senza alcun background nel settore estero nè capacità; del resto anche il giovane ministro degli esteri Di Maio non ha alcuna esperienza in diplomazia estera.L’Italia è caduta veramente in basso nella selezione della classe dirigente, oggi senza piu’ alcuna credibilità interna ed esterna. E i 5s e il pd parlano di “meritocrazia”!!!!!

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