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Roma, 12 gen – Il portavoce dell’Esercito nazionale libico del generale Khalifa Haftar, Ahmed Al Mismari, ha dichiarato in un video il cessate il fuoco a partire dalla mezzanotte di ieri. Una dura rappresaglia, ha affermato, verrà attuata verso chi non rispetterà tale disposizione. Sebbene non abbia mostrato alcuna intenzione di ritirarsi, il generale della Cirenaica ha comunque fatto una notevole concessione, accettando un cessate il fuoco tutt’altro che scontato. L’annuncio è arrivato alla fine di una intensa giornata di scambi diplomatici, con l’incontro a Roma Conte-Sarraj e quello a Mosca tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente russo Vladimir Putin.

La richiesta di stop alle ostilità è stata accolta dopo che nei giorni scorsi i principali attori coinvolti sulla scacchiera internazionel – dalla Russia di Vladimir Putin, alleata di Haftar insieme a Egitto ed Emirati Arabi, e la Turchia di Recep Tayyip Erdoğan, che sostiene al-Sarraj con forze armate sul campo, passando per i Paesi dell’Unione europea, tra cui l’Italia – l’avevano caldamente invocata. L’appello, che era stato immediatamente accolto dal premier di Tripoli che sabato ha incontrato a Roma il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ribadendo la sua apertura al dialogo tra le parti solo se il generale della Cirenaica avesse deciso di ritirare le proprie truppe.

Intanto, Putin aveva ribadito proprio sabato, in occasione di un meeting con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, l’auspicio per un immediato cessate il fuoco. Contestualmente, fonti militari di Tripoli rendevano noti gli spostamenti di contractor del Wagner Group, vicini a Vladimir Putin e intervenuti in aiuti delle forze di Bengasi, mentre si stavano ritirando dalla prima linea del fronte. Un fatto che aveva favorito l’ipotesi di un’imminente fine degli scontri.

Cristina Gauri

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