Washington, 22 mag – Se la politica non cambia l’Iran riceverà le più pesanti sanzioni della storia. Così il segretario di stato Usa Mike Pompeo ha annunciato un ulteriore inasprimento dell’approccio a Teheran da parte degli Stati Uniti. “Siamo intenzionati a impedire che Teheran riesca a sviluppare armi atomiche“, ha dichiarato Pompeo nel suo primo intervento da segretario di Stato, ricordando che l’unica via per giungere a un nuovo accordo sul nucleare è che “l’Iran chiuda tutti i siti in cui arricchisce l’uranio e smetta di finanziare i gruppi militari in Medio Oriente“.
Inoltre gli Stati uniti hanno stilato un elenco in 12 punti, con il sapore dell’ultimatum, che se verrà rispettato potrà scongiurare la guerra. Ma le richieste sembrano più che altro delle provocazioni, utili a stuzzicare Teheran. Pompeo chiede infatti all’Iran di “dismettere il programma nucleare, chiudere i reattori, interrompere l’arricchimento dell’uranio, consentire il totale accesso all’Agenzia internazionale per l’energia atomica in ogni parte del Paese e fornire un dettagliato e aggiornato resoconto del programma finora portato avanti”. Ma accanto a questo Washington vuole che Teheran liberi i prigionieri americani, interrompa il programma missilistico, cambi completamente posizione, atteggiamento e alleati nello scacchiere mediorientale. Richieste che sembrano voler colpire più ce il programma nucleare la politica estera del Paese. Non a caso, il presidente Hasan Rohani ha ribattuto a Pompeo: “Chi sei tu per decidere per l’Iran e il mondo?”.
Un’idea, quella delle sanzioni più dure della storia e delle nuova strategia made in Usa, che ha incassato il favore di Israele e del suo primo ministro Benyamin Netanyahu, che ha giudicato la scelta di Washington come “l’unica politica che in fin dei conti potrà garantire la pace”.
L’Italia in tutto questo rischia un pesantissimo danno economico. L’impatto che le sanzioni all’Iran possono avere sull’economia italiana è infatti devastante. Secondo l’osservatorio Economico del nostro Ministero dello Sviluppo, nel 2017 l’interscambio commerciale tra i due Paesi è stato di 5 miliardi e 103 milioni di euro, raddoppiando rispetto all’anno prima e con una prospettiva di crescita che da qui al 2019, quando si stima che le esportazioni potrebbero generare un traffico tra i 2,5 e i 2,6 miliardi di euro.
Non solo: nel 2017 l’Italia è diventato il primo partner europeo negli accordi commerciali con Teheran. E le sanzioni andrebbero a colpire tutti i settori dell’economia, comprese le banche, dal momento che le aziende hanno linee di credito aperte.
Anna Pedri

Commenta